L’Italia apre il Risiko immobiliare a Londra: trasloca davanti a Re Carlo per 45 milioni £

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L’Italia, con un assegno da 45 milioni di Sterline, decide di andare ad abitare davanti a Buckingham Palace. I diplomatici tricolori di stanza a Londra un immobile di pregio, traslocherà la nuova sede dell’Italia. L’Ambasciata si è trasferita a Buckingham Gate, proprio davanti a Re Carlo III o meglio di lato, dove c’è l’ingresso dei Royal Mews: l’Italia è il paese al mondo più vicino al monarca britannico, che è anche il capo di Stato. E il sovrano, peraltro, ama l’Italia da sempre: lo scorso aprile ha visitato il Belpaese per la 17esima volta, la prima però da Re. E domani vedrà in Vaticano il nuovo Papa Leone XIV.

Grosvenor Square, la piazza che ospita l’Ambasciata d’Italia a Londra

Risiko Immobiliare

Il palazzo al numero 4-5 della via che costeggia il lato sud della residenza de sovrani inglesi, da dove entrano i turisti che visitano le stanze reali, è un elegante edificio oggi ancora tutto “impacchettato” di impalcature: sarà il futuro centro diplomatico, il polo della Farnesina, frutto di un “Risiko immobiliare” che di fatto ridisegna la presenza della missione diplomatica italiana nella capitale britannica. Oggi l’Ambasciata d’Italia, il Consolato Generale e altri varie rappresentanze del paese sono sparpagliate in varie zone della capitale. Il Ministero degli Esteri, che fa capo al ministro Antonio Tajani, accorpa gli uffici, vendendo immobili e riunendo un centinaio di dipendenti, oggi sparsi, sotto lo stesso tetto.

Prima, però, serve capire la geografia immobiliare dei diplomatici a Londra: il bellissimo palazzo dell’Ambasciata, voluto da Dino Grandi durante il Fascismo, e da allora in affitto, è su Grosvenor Square, nel cuore di Mayfair, il quartiere della Corona (qui trovate tutta la storia della piazza e del palazzo italiano). La facciata neoclassica in realtà ospita i locali di rappresentanza e la residenza dell’Ambasciatore, Inigo Lambertini. Tutto il personale, diplomatico e amministrativo, lavora in un edificio posteriore, che ha l’ingresso su Three Kings Yard, una via dietro la piazza (e quasi di fronte al famoso albergo Claridge’s).

Ci sono poi l’ITA-ICE, l’agenzia per il commercio estero, il braccio economico della Farnesina, guidata da Giovanni Sacchi: era su Piccadilly fino a poco tempo fa, ma si è dovuta trasferire, è andata dietro Regent’s Street, perché l’intero palazzo dove era alloggiata è stato sgomberato per fare imponenti lavori di ristrutturazione; e l’Istituto Italiano di Cultura, diretto dall’ex giornalista Ansa Francesco Bongarrà, che è dentro un palazzo di Belgravia, nella piazza delle Ambasciate, sotto Hyde Park, di proprietà dello Stato italiano.

L’Istituto Italiano di Cultura a Londra, nel quartiere di Belgravia

Casa Italia

Ecco dunque il riassetto: la Farnesina vende il pregiato cielo-terra dell’Istituto di Cultura, un palazzo distribuito su quattro piani, con scalinate e pavimenti in legno, un giardino, e una dependance con posto auto. E’ un immobile di pregio che ha un grosso valore sul mercato, si parla di circa 60 milioni di Sterline. I dipendenti dell’istituto di cultura, più quelli di ITA-ICE che già sono in affitto e più la parte amministrativa dell’Ambasciata, traslocheranno tutti nel nuovo edificio. Per le casse dello Stato è una bella plusvalenza, ma soprattutto ha molto senso avere una “Casa Italia” che riunisca in un solo luogo tutti i funzionari: garantirà più efficienza e coordinamento.

La sede di rappresentanza dell’Ambasciata rimane nel palazzo storico, che sarebbe una follia lasciare, perché è uno dei più belli di tutta Mayfair e gode pure di un trattamento speciale: ha un contratto di affitto (Leasehold) con il Crown Estate (la società immobiliare della Corona) di 200 anni mentre i contratti standard nel Regno Unito sono di “soli” 99 anni. Fu un privilegio concesso dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e il palazzo, di fatto un piccolo “Museo degli Uffizi” a Londra contiene preziose opere d’arte italiane (che Grandi si era portato dall’Italia).

Un palazzo di pregio

La futura “Casa Italia” è stata comprata dal fondo di investimento arabo Sidra Capital, un investitore islamico con sede a Jeddah, per una cifra che si stima attorno ai 45 milioni di Sterline, come rivelato dal giornalista Paul Norman del giornale immobiliare Costar.com.

Sidra aveva acquistato l’immobile nel 2021 per ristrutturare la proprietà trasformandola in uno spazio per uffici, a una cifra sconosciuta. L’edificio, di quasi 2mila metri quadrati, è classificato di Grado II ed è disposto su un piano interrato, un piano terra e quattro piani superiori: si trova su un terreno di 3mila metri nel quartiere di Victoria Station. Gli arabi avevano ristrutturato il palazzo nel 2023. Al momento della vendita, la proprietà era vuota.

Lo scorso settembre, il colosso immobiliare CBRE aveva presentato al consiglio di zona di Westminster, una pianificazione edilizia, a nome dell’Ambasciata d’Italia, per il cambio di destinazione d’uso: da ufficio ad Ambasciata (sui generis). Nella domanda, la proprietà è definita come “Territorio Sovrano”, un pezzo d’Italia.

Il Console Generale d’Italia a Londra, Domenico Bellantone

La data dell’inaugurazione non è ancora nota.

C’è un “grande escluso” da questo riassetto immobiliare, all’insegna della razionalizzazione: il Consolato Generale d’Italia, l’ufficio che smista tutte le pratiche amministrative degli italiani (anagrafe, passaporti, visti, carte d’identità e matrimoni). La grossa struttura, guidata da Domenico Bellantone, è oggi ospitata dentro un grande palazzo degli Anni ’60 a Farringdon, nella City di Londra: occupa molti dipendenti ed è stato escluso dalla futura Casa Italia perché è già un immobile di proprietà, mentre tutti gli altri inquilini che si sposteranno (ad eccezione dell’Istituto di Cultura) erano in affitto.





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