Tasse, tasse, tasse: dai Laburisti niente dolcetto agli inglesi per Halloween
“Dolcetto o Scherzetto“? Stasera per gli inglesi Halloween, festa tradizionale della loro cultura e non la baracconata commerciale dell’Italia ormai paese-colonia, non ci sarà nessun dolcetto e lo scherzetto sarà molto amaro: è in arrivo una legnata di tasse su imprese, lavoratori dal nuovo Governo Laburista che: odia i ricchi (abolizione del secolare regime fiscale dei Res Non Dom, stangata Iva sulle scuole private) perche’ ricchi; impoverisce la classe media (più imposte sui guadagni di Borsa, raid sulle pensioni e abolizione del contributo carburante per l’imverno) e penalizza gli imprenditori (aumento della Corporale Tax, una specie di IRAP, e giro di vite sui proprietari di immobili che peraltro si rimarranno sugli inquilini).
E’ l’Inghilterra ma sembra l’Italia del Posto Fisso
La Gran Bretagna a trazione Laburista si prepara a diventare una Italia qualsiasi, o un Venezuela nel cuore dell’Europa: alta spesa pubblica (improduttiva), un’eresia per il paese del liberismo e del poco interventismo; il Nanny State (lo Stato Assistenziale) che dilaga tra aumenti di stipendi ai dipendenti pubblici (in cima c’è la NHS, la sanità pubblica che è già trattata bene ma soprattutto è piena di immigrati che sono milioni di voti per la sinistra); e la rinazionalizzazione di grossi pezzi di industria (dalle ferrovie agli acquedotti). Insomma, è l’apoteosi del Posto Fisso, il paradiso di Checco Zalone. Il nuovo Governo Laburista, tornato al potere dopo quasi 15 anni, alla vigilia di Ognissanti, coi bambini supereccitati che bussano di casa in casa travestiti da mostriciattoli, ha varato una manovra economica da 40 miliardi di Sterline: sono praticamente tutte tasse che spremono i cittadini e fanno fuggire i grandi capitali internazionali.

C’è un buco? Ancora più spesa (tanto paga Pantalone)
C’è un buco da 22 Miliardi di Sterline nei conti pubblici della Gran Bretagna, ha detto il partito Labour appena insediato a Downing Street. Ammesso che sia così, perché è un classico di ogni nuovo governo lanciare ex post un allarme conti pubblici dando la colpa a chi è venuto prima, la soluzione più logica dovrebbe essere quella di tagliare le spese, non aumentare la spesa pubblica, e allo stesso tempo stimolare l’economia, per aumentare il gettito fiscale. L’esatto contrario di quello che ha appena annunciato il Governo Starmer.
Invece di aumentare stipendi statali che peraltro non sono “da fame” come quelli in Italia, se proprio il governo vuole aumentare la spesa avrebbe fatto meglio a dirottarla su investimenti come l’Alta Velocità (che invece è stata tagliata e rischia invece di essere un flop): ancora oggi il Regno Unito non ha una ferrovia veloce che colleghi il paese ed è indietro anni luce.
Il delirio socialista del premier Keir Starmer costa una montagna di soldi pubblici. Ma l’esplosione della spesa non è problema che tocca i Laburisti (e i suoi elettori): il conto lo fanno pagare alla classe media, quella a busta paga di aziende private, e ai presunti ricchi. Fare deficit a spese del cittadino britannico.

Il curioso caso dei Gilt di Sua Maestà
Il mercato ha già fiutato l’aria che tira (e non è un’aria fina di montagna): fin da lunedì, in attesa dell’annuncio, i Gilt, i titoli di Stato inglesi che sono il termometro del paese, scontavano uno scenario di debolezza:
1. I rendimenti del titolo decennale (UK 10 Year GILT) sono ai massimi e si stanno avvicinando al 4,5%, un livello mai visto negli ultimi anni. A inizio 2022. quando ancora in tutta Europa si vivevano gli strascichi del Covid, il rendimento dello stesso titolo era appena dell’1%. Ossia, tutti compravano il debito inglese e tutti volevano avere in portafoglio i Gilt.
2. L’andamento del debito pubblico inglese nel 2024 è interessante: a gennaio i Gilt avevano un rendimento del 3% e il prezzo era vicino alla pari. Molti investitori avevano ancora in portafoglio debito inglese, ritenuto affidabile e con un rapporto rischio-rendimento molto favorevole. Poi col passare dei mesi, c’è stata un’erosione: le vendite sui titoli sono aumentate fino ad arrivare al 4,4% di rendimento di oggi, il che significa una costante vendita da parte del mercato, che non si fida più o quantomeno pensa che l’economia inglese non andrà così bene come prima. Con una marea di tasse e l’acceleratore sulla spesa pubblica, difficile dargli torto.
Per finanziare i rialzi degli stipendi, ritoccati peraltro l’anno scorso dopo la fiammata dell’inflazione, il nuovo Governo userà una ricetta vecchia quanto il mondo: farà più debiti. Il governo, per il prossimo anno, emetterà 300 miliardi £ di nuovi Titoli di Stato. Tanto paga Pantalone (ma non milioni di immigrati che vivono di sussidi).
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