Pesce d’Aprile? La pessima ricetta dei Laburisti per la Gran Bretagna non è uno scherzo

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Il 1 Aprile è giorno di pesci, che in Inghilterra prendono sul serio. L’April’s Fool è un obbligo, quasi un dovere nazionale: dai bambini dell’asilo fino agli adulti nelle aziende fare scherzi, piccoli o grandi, fa parte della cultura nazionale.

E infatti ieri, su X o Twitter a seconda di come lo si voglia chiamare, l’hashtag April’s Fool, contava 620mila menzioni. E pero la maggior parte si riferiva al Primo Ministro Keir Starmer e sotto la sua foto la didascalia comune: “E’ il peggior pesce d’aprile”.

La tegola di Aprile

Perché da oggi una tegola si abbatterà sulle famiglie inglesi: entra in vigore la Finanziaria 2025 del Governo Laburista, scritta dal ministro col caschetto Rachel Reeves, e sono dolori per tutti. La manovra economica della Sinistra inglese, tornata al potere dopo 4 anni, è un disastro che non risparmierà nessuno, tranne i milioni di cittadini, di cui tantissimi immigrati e tutti elettori laburisti, che vivono di sussidi. I Laburisti vogliono “punire” il capitalismo e il liberismo per trasformare la Gran Bretagna in un’economia di assistenzialismo. Finiscono però per punire la classe media, la parte produttrice del paese, o addirittura quello che un tempo erano i loro elettori.

Sulla testa delle persone e delle imprese arrivano 25 miliardi di Sterline di nuove tasse: aumentano i contributi previdenziali (National Insurance) che non gravano solo sulle multinazionali, che fanno profitti alle spalle dei lavoratori, ma anche su milioni di piccole imprese e sulle famiglie normali che per esempio hanno tate o badanti: le persone che aiutano in casa in Inghilterra sono tutte assunte con regolare contratto. Aumentano anche il Salario Minimo (altro costo per le imprese), le bollette, le tasse di successione e i biglietti dei treni e dei mezzi pubblici. Viene eliminato il generoso, ma indispensabile, beneficio fiscale per gli stranieri ricchi residenti nel Regno Unito (Res Non Dom).

Proteste degli agricoltori inglesi, colpiti da una pesante tassa sull’eredità

Pil dimezzato

Posto che la Gran Bretagna è un paese da sempre a bassa tassazione e allergico allo Stato Rapace, il contrario dell’Italia, una regola base dell’economia pubblica è che le tasse si aumentano quando l’economia è in espansione. Sennò si spedisce un paese al tappeto: detto, fatto. In un paese che in mezza stagnazione, la manovra ammazzerà l’economia britannica. Le stime, molto ottimistiche, di una crescita del 2% sono ora stata dimezzate.

In Italia la gente stapperebbe champagne per una crescita dell’1%, ma in Gran Bretagna, dove tradizionalmente poche tasse corrispondono anche a poco Stato Sociale, dove la gente spende quasi tutto quello che guadagna e si deve auto-finanziare sanità e pensioni, un 1%, ammesso che sarà ancora così a fine anno, equivale a una stagnazione o forse a una recessione.

La stangata di tasse ridurrà senza dubbio gli investimenti di aziende e nei posti di lavoro, e probabilmente porterà a prezzi più alti e a minore occupazione: chi già lavora avrà una paga più alta, ma l’incremento verrà eroso dall’inflazione, che continua a rimanere alta (anche se scesa rispetto ai picchi di due anni fa), sopra la soglia “sana” del 2%.

Effetti anticipati

Queste misure erano state annunciate lo scorso ottobre e già avevano causato un primo scossone, con la fuga di molti paperoni stranieri, persone non legate al posto e abituate a prendere decisioni immediate in base alla convenienza. I ricchi potranno pure stare antipatici, ma generano un enorme indotto, danno lavoro a tante persone comuni.

Nel Pesce d’Aprile del governo Starmer, impegnato per smantellare la Brexit dal dentro, in un riabbraccio mortale con l’Unione Europea “non c’è nulla di nuovo o inatteso” commenta il fiscalista Guido Ravaglia dello studio Statura, ma un conto è il dire, e uno il fare: se alcuni effetti recessivi, come la fuga dei ricchi, si sono già iniziati a vedere, il grosso di una politica economica sciagurata si materializzeranno nei prossimi mesi.

Previsioni nere

Le proiezioni di crescita non sono affatto buone: il governo ha un tesoretto fiscale di 1,5 miliardi di Sterline su cui i Laburisti fanno affidamento per finanziare le loro mance elettorali. Ma, stimano gli economisti, finirà molto prima del previsto e forse nemmeno ci sarà se i dazi al 10% annunciati da Trump saranno confermati.

Il peggioramento dell’economia e delle finanze pubbliche del Regno Unito è inevitabile: altri aumenti delle tasse torneranno sul tavolo al momento della Manovra autunnale. Per il momento sono i ricchi, quelli che non se ne sono andati, stanno per ora assorbendo la tegola fiscale. Ma l’onda raggiungerà presto anche i piani più bassi della scala sociale. Il mese prossimo, il mercato immobiliare vedrà svanire le agevolazioni fiscali sull’imposta di registro, in un momento in cui i proprietari di immobili in affitto devono pagare più imposte.

In un paese che già fatica a correre come potrebbe per il costo della vita, un’inflazione che rimane comunque alta, aumentar la pressione fiscale su famiglie e imprese è una pessima idea.

Told You So

Quando, lo scorso luglio, Starmer fece cappotto alle elezioni con un plebiscito, la sua vittoria era stata già da tempo anticipata. La Gran Bretagna veniva da 14 anni di Tory, che erano ormai sfibrati e impegnati solo in lotte intestine. Gli ultimi due anni, con le imbarazzanti crisi di governo e i pasticci di Liz Truss e Rishi Sunak, avevano disamorato persino gli elettori conservatori più incalliti. Tanto che pure tutti i banchieri e i finanzieri della City andarono a votare in massa per Starmer, pur sapendo che il governo Laburista avrebbe fatto politiche anti-crescita, condite da una robusta dose di anti-capitalismo e di ideologia “woke”.

Ma già a Natale, la City si era resa conto dell’errore madornale fatto e gli inglesi si erano pentiti. Oggi Starmer governa di fatto senza la maggioranza del paese: è al minimo storico di gradimento per qualsiasi premier britannico di sempre. Non cadrà perché il sistema elettorale inglese è blindato per far rimanere i vincitori al governo: i Laburisti governeranno per tutta la legislatura. Ma sarà una mazzata per la classe media. Chi può, se ne andrà e non sarà certo per la Brexit.

La Gran Bretagna, da paese del poco Stato e dalle poche tasse, sta diventando uno Stato Assistenziale, che funziona male, che spreca troppi soldi per mantenere una pletora di cittadini disincentivati a trovare un lavoro o peggio masse di immigrati che campano sulle spalle dei taxpayer, che godono di un trattamento di favore su sanità, case popolari e decine di benefit.

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