Benetton va allo scontro con il Governo Starmer: troppe tasse sul Tunnel della Manica

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Si preannuncia un Natale ad alta tensione tra i Benetton e il Governo Starmer. La miliardaria famiglia veneta sospende tutti gli investimenti ferroviari promessi nel Regno Unito per protesta contro un aumento delle tasse “senza precedenti”.

Troppe tasse sulle ferrovie

Eurotunnel, proprietario del Tunnel della Manica, ha dichiarato di aver annullato tutti i piani per nuove infrastrutture ferroviarie nel paese per colpa di un aumento delle tariffe commerciali del 300%. La società della galleria sottomarina, che unisce Gran Bretagna e Francia, fa capo a Getlink a sua volta controllata dalla francese Eiffage e da Mundys, il gruppo di infrastrutture e concessioni dei Benetton, la vecchia Atlantia che ha cambiato dopo la ri-nazionalizzazione di Autostrade.

L’ingresso dell’Eurotunnel, la galleria sotto la Manica, a Folkestone, nel Regno Unito

Più tasse per tutti è il mantra del Governo laburista di Keir Starmer. Dopo una stangata da 25 miliardi l’anno scorso, quest’anno ne è arrivata un’altra di uguale importo quest’anno: in totale 50 miliardi di tasse sulle imprese e sui lavoratori. Sotto la tegola della manovra finanziaria c’è finita indirettamente anche la famiglia Benetton.

Blocco degli investimenti

Getlink ha annunciato il blocco dei progetti di riapertura del terminal merci di Barking e di di un servizio merci diretto da Londra a Lille, in Francia, che sarebbero costati circa 15 milioni di sterline. L’azienda aveva anche un progetto a lungo termine da 42 milioni di sterline per convertire la tratta ferroviaria da Dollands Moor fino a Wembley in un moderno polo logistico per aumentare il trasporto merci ferroviario attraverso la Manica.

L’improvviso blocco dei progetti arriva dopo che la Valuation Office Agency (VOA) del governo ha annunciato, a partire dal 1° aprile 2026 – il giorno in cui entra in vigore il nuovo budget e inizia l’anno fiscale – un incremento delle tariffe commerciali: Eurotunnel passerà da 22 milioni a 65 milioni di sterline.

Virgin Trains tornerà a far viaggiare treni dal 2030, collegando Londra e Parigi

Tasse ai ricchi, ma pagano i poveri

Di fronte a un maggiore esborso allo Stato di 43 milioni, Eurotunnel trasferirà una parte dei costi alle compagnie ferroviarie che fanno passare i loro treni nel tunnel, attualmente Eurostar e in futuro Virgin Trains (che di recente ha battuto Tenitalia per l’assegnazione dello spazio di deposito treni veloci). A loro vota, le compagnie ferroviarie saranno costrette a scaricare l’extra costo sui viaggiatori a ad aumentare il costo dei biglietti. Il Governo Starmer ha fatto una manovra economica tutta imperniata sulla Stealth Taxation, tassazione indiretta, ma così otterrà solo il risultato di far scaricare i costi sui cittadini e di far salire l’inflazione.

L’accanimento fiscale sull’Eurotunnel è figlio della ri-nazionalizzazione delle ferrovie: la Gran Bretagna si sta riprendendo tutto il trasporto su rotaia, privatizzato all’epoca di Margareth Thatcher e l’unica ferrovia scampata alla furia socialista è proprio la linea Londra-Parigi. Non potendosi prendere pure quella, Starmer ha deciso di caricarla di tasse.

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