Alan Turing e le nuove 50 Sterline: belle, ma inutili

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L’Inghilterra dell’estate 201 è un paese in estasi: dopo l’epica vittoria della nazionale di calcio a Euro 2020 contro la storica rivale Germania, partita che ricorda sempre la Seconda Guerra Mondiale, e dopo l’approdo alla Semifinale, gli inglesi sognano di vincere gli Europei. Football is coming home: è forse la volta buona che lo sport del pallone torni a casa (nel senso del paese che l’ha inventato), come recita la famosa canzone dei tifosi inglesi. L’ultima volta che il calcio è tornato a casa, è stato nel 1966, ormai un ricordo lontano nel tempo, da libri di storia.

Ma nella City di Londra, il cuore delle banche e della finanza, l’eccitazione è per tutt’altro che per gli Europei: la Banca d’Inghilterra ha lanciato una nuova banconota da 50 Sterline. Il taglio da 50 Sterline è peraltro già una novità per il paese: è stato introdotto soltanto nel 1981 e questo è il primo “restyling” in 40 anni.

Onore postumo ad Alan Turing

E’ un piccolo terremoto: per la prima volta sulla cartamoneta non c’è raffigurata la Regina Elisabetta, come vuole il cerimoniale. Al posto della sovrana, che da quasi 70 anni campeggia su tutte le banconote, campeggia Alan Turing, il matematico che riuscì a decifrare i codici segreti dei nazisti, considerato il padre dell’informatica e dei moderni computer.

L’omaggio allo scienziato, vittima di emarginazione e per la sua omosessualità e dunque riabilitato 50 anni dopo la morte, non è la sola novità: la banconota è un concentrato di tecnologia. E’ fatta di polimeri, la carta è ormai un ricordo. Sono soldi di plastica, con tanti accorgimenti anti-contraffazione.

Un flop annunciato

Ma tutta questa innovazione, rischia di non servire a niente: la nuova sarà un flop. Per tre motivi:

  • Il contante sta scomparendo a Londra, come in tutte le metropoli. Già ancor prima della pandemia, quando la gente. Durante il lockdown, l’uso del denaro contante è crollato ancora: -35%. E’ invece salito a razzo i pagamenti digitali. Per evitare di allargare i contagi, ai negozi (quelli rimasti aperti) era stato vietare di accettare i contanti: anche pagamenti piccolissimi sono diventati contactless, tra carte, telefoni (con le App GPay e Apple Pay) o orologi (iWatch). Bloccata per la maggior parte del tempo a casa, la gente si è riversata sullo shopping on-line, ha fatto la spesa via internet e ha comprato abbonamenti a Netflix e Sky. Tutto pagato con le carte.
  • I negozi già prima della pandemia facevano fatica ad accettare banconote di grosso taglio. Non tengono più abbastanza resto in cassa. Ora, dopo la spinta finale del Covid-19, presentarsi in un negozio con un taglio da 50£, cosa che 10 anni fa sarebbe stata normale, è come pagare con una banconota da 500 Euro. Difficilmente le nuove 50 Sterline avranno circolazione. Finiranno solo in mano ai collezionisti.
  • Lo spettro inflazione. Dopo dieci anni di prezzi fermi, per via dei tassi di interesse negativi, il costo della vita è tornato a salire. I prezzi aumentano e quando sale l’inflazione, detenere denaro contante non è un buon affare. Uno studio della società Hargreaves Lansdown ha calcolato che un inglese che avesse conservato nel suo portafoglio per 40 anni la nuova banconota da 50 £ nel 1981, e non l’avesse mai spesa, oggi si ritroverebbe in tasca solo 38 Sterline. Una perdita secca di oltre il 30%. Mentre se li avesse investiti in Borsa (avendo la bravura e la fortuna di azzeccare i titoli giusti), avrebbe potuto guadagnare fino a 2300 £.

La morte del contante

Nonostante l’ulteriore crollo del contante, i sudditi di Sua Maestà non hanno mai accumulato soldi fisici come in questo periodo storico: la quantità di banconote in circolazione è salita a 80 miliardi di sterline, un record. Due fenomeni contraddittori.

Al grido di più tecnologia, più digitale, il contante sta scomparendo. Molti esultano per la morte del contante: i pagamenti elettronici eliminano il sommerso, fanno emergere il nero e fanno scomparire l’evasione fiscale. Sono più efficienti, facili e veloci.

Tutto vero, ma a me viene in mente una scenda di quando ero bambino: mia nonna che andava alle Poste di Gubbio a ritirava la pensione. Allo sportello, gliela pagavano tutta in contanti. Lei metteva le 500mila Lire in un borsello rosso di velluto con la chiusura clic-clac in plastica nera. Man mano che doveva pagare, tirava fuori una banconota da 50mila Lire. Quando si accorgeva le banconote stavano per finire nel borsello, non spendeva più.

Lunga vita ai contanti

I contanti abituano al risparmio perché danno la percezione fisica di quanto si spende o si ha: si tocca con mano quando stanno per finire. Coi pagamenti digitali, tra carte e apparecchi tecnologici, invece, la gente si indebita fino al collo. Quando si striscia la carta, o si fa un clic su Paypal o AmazonPay, si perde il senso dei soldi e, dimostrano studi di finanza comportamentale, si spende molto di più; e più di quanto si abbia.

Non a caso, nei paesi, come l’Inghilterra, dove i pagamenti elettronici e le carte sono più diffuse, le famiglie hanno molti più debiti rispetto a paesi “arretrati”, come l’Italia, dove la tecnologia è più indietro.

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