Il paradosso di Trenitalia in UK: il FrecciaRossa ferma a Londra ma deve dire addio ad Avanti
Tutti pazzi per il Tunnel sotto alla Manica: il Frecciarossa italiano, il supertreno diventato il simbolo dell’Alta Velocità in tutta Europa (dalla Francia alla Grecia) arriva anche a Londra, nella stupenda stazione di St. Pancras, passando sotto l’Eurotunnel. Il treno Londra-Parigi, finora gestito solo da Eurostar, il treno della belga Thalys, parlerà anche italiano.

Gli italiani sotto la Manica
Trenitalia, stamattina, ha annunciato un piano per il lancio del Frecciarossa tra le due capitali entro il 2029. Con un investimento previsto di 1 miliardo di Euro, il nuovo collegamento va nella direzione di ampliare la rete dei treni italiani Alta Velocità in Europa. Il Frecciarossa non sarà il solo: anche altre compagnie ferroviarie puntano a far passare i loro convogli nei 37 chilometri che corrono sotto il mare dell’Eurotunnel: in prima fila c’è Virgin Group del baronetto Sir Richard Branson, che così rientrerebbe nei treni dopo esserne stato cacciato proprio dagli italiani, e la neonata Gemini Trains, presieduta da Lord Berkeley, “senatore a vita” del Partito Laburista al governo..
Arriva la concorrenza
La concorrenza entra nel tunnel della Manica per la prima volta dalla sua apertura nel 1994. E’ un duro colpo per Eurostar, che finora ha goduto del monopolio (e di prezzi folli): l’Office for Rail and Road (ORR) ha liberato degli spazi (slot) nel deposito dei treni veloci nel Regno Unito: altre compagnie possono usarli, condizione indispensabile per far entrare la concorrenza. Eurostar ha protestato sostenendo che la struttura di Temple Mills, nell’East London, fosse già piena di vagoni propri e che non ci fosse abbastanza spazio.
Tuttavia, i risultati dell’ORR hanno affermato che due delle otto corsie di manutenzione del deposito sono sottoutilizzate e potrebbero essere assegnate ad altre tre compagnie: una sarà appunto Trenitalia. La compagnia delle FS ha annunciato un’alleanza insieme a Evolyn, consorzio dalla famiglia spagnola Cosmen, che è il principale investitore dell’operatore Mobico. Trenitalia ha peraltro un vantaggio rispetto agli altri in gara: ha già i treni (e i relativi contratti di affitto) per poter partire, mentre gli altri sono solo dei consorzi che hanno manifestato un interesse ma non hanno una struttura.
Londra piace
Alla faccia della Brexit e della crisi della Gran Bretagna, tutti vogliono far viaggiare i loro treni a Londra. Ironia della sorte, dopo il Covid il treno Eurostar era semi fallito e il governo britannico si rifiutò di metterci soldi pubblici (ce li misero i francesi). Ora, invece, la tratta Londra-Parigi sta andando benissimo, con traffico superiore al Covid e biglietti più cari degli aerei
La mossa degli italiani arriva dopo il recente lancio del Frecciarossa Milano-Parigi. Per l’Italia fare concorrenza all’Eurostar avrebbe molto senso perché in teoria Trenitalia sarebbe la prima e unica compagnia poter vendere un biglietto ferroviario da Londra fino a Milano-Roma via Parigi (anche se non diretto, perché a Parigi i treni per Londra e per I’Italia partono da due stazioni diverse).

La beffa per Trenitalia
Il futuro Frecciarossa “inglese” arriva mentre la medesima Trenitalia è costretta a dire addio ai suoi treni che oggi viaggiano nel Regno Unito: C2C, linea pendolare tra la foce del Tamigi e Londra; ma, soprattutto Avanti, il treno Londra-Glasfow (in coabitazione con First Group). Sei anni fa, le FS avevano sbattuto fuori dai dai binari addirittura il baronetto Richard Branson, il magnate inglese che gestiva la compagnia Virgin Trains. La tratta Londra-Manchester-Liveroool-Scozia era stata vinta appunto da Trenitalia che aveva debuttato con Avanti. Era una mossa strategica perché così Trenitalia si candidava anche a gestire la futura TAV Londra-Birmingham.
Ma il nuovo governo Laburista ha fatto cadere la scure sui treni: ha avviato una ri-nazionalizzazione che fa rivoltare Margareth Thatcher nella tomba e avvicina la Gran Bretagna al Venezuela. Man mano che le licenze ferroviarie, oggi in mano a circa 27 compagnie private, andranno a scadenza, lo Stato se le riprenderà. Trenitalia dovrà riconsegnare C2C a Luglio e poi la pregiata Avanti a ottobre del 2026.
Cacciato dalla porta, Trenitalia rientra però dalla finestra, grazie al lavoro del “proconsole Ernesto Sicilia, l’uomo di Trenitalia nel paese.
Il paradosso inglese di Trenitalia è però un grosso vantaggio per la strategia di Stefano Donnarumma, il nuovo amministratore delegato. Aggiunge infatti la Gran Bretagna tra le bandierine del suo risiko ferroviario europeo. Su tutti i più grandi paesi del continente, Francia, Spagna, Germania, Grecia e ora Regno Unito, sventola la livrea rossa delle Frecce.
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