I Trattori e il paradosso UK: fuori dalla Ue ma i Laburisti odiano i contadini come Bruxelles

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Il 19 Novembre, a Londra è una fredda mattina di pioggia mista a neve: tutta la città è stata bloccata, con code di auto ovunque. Non era colpa del maltempo, come succede a Roma o Napoli, dove bastano due gocce per far andare in tilt il traffico.

Qui alla pioggia sono abituati: Londra si è fermata perché invasa da migliaia di trattori arrivati davanti a Westminster per protestare. Hanno tutti le bandiere inglesi attaccate sulle enormi ruote e mostrano cartelli contro il Governo Starmer.

Non bastassero le nuove tasse sulle scuole private, quelle sui guadagni di Borsa (che per molti cittadini sono i risparmi per la pensione), la mannaia sui paperoni stranieri (che a Londra portano miliardi), l’aumento del costo della benzina per gli anziani, la ri-nazionalizzazione delle ferrovie e dell’acqua, l’ultima trovata del Governo più socialista che la Gran Bretagna abbia visto dai tempi di Carl Marx, è la Tassa di Successione sugli agricoltori.

Il neo Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves

Tassa i tuoi nemici per arricchire i tuoi elettori

Ai contadini britannici viene chiesto di pagare l’imposta di successione per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. E’ dal 1992 che gli agricoltori godono del “privilegio” di non dover pagare l’odiosa tassa. Ma più che una prebenda è un incentivo, necessario, per non far scomparire i contadini. Se i figli dovessero pagare un’imposta sulle fattorie ereditate, gli converrebbe vendere tutto e abbandonare i campi. Invece, grazie alla legge del Governo Tory di John Major, un agricoltore può lasciare ai figli poderi e fattorie senza un fardello che oltre a disincentivare un lavoro di sacrifici e di fatica, ucciderebbe le famiglie di agricoltori, a favore delle multinazionali.

Ma no, Il Governo Laburista è impegnato in una caccia ai ricchi per dare ai poveri: in realtà è un impoverimento dei loro nemici politici per dirottare soldi ai loro elettori: la NHS, nonostante quello che si legge sui giornali schierati, gode di ottima salute, paga stipendi belli rotondi e senza il rischio di essere licenziati. E, soprattutto, è piena di elettori di sinistra.

E allora ecco la geniale trovata: tassiamo i contadini, che tanto non ci votano, e con quei soldi finanziamo ulteriori aumenti di stipendio ai “poverini” della sanità pubblica. La ex economista della Banca d’Inghilterra Rachel Reeves, il braccio destro del primo ministro, ha deciso di introdurre un 20% di tassa sui morti per le fattorie oltre 1 milione di sterline di valore. Facendo infuriare il suo ex datore di lavoro: a forza di tasse, l’inflazione rimane alta e niente tagli dei tassi.

Subito il premier Keir Starmer ha rassicurato che “la stragrande maggioranza delle aziende agricole e degli agricoltori non sarà affatto interessata”, ma molti centri studi hanno avvertito il Ministero del Tesoro di aver ampiamente sottostimato l’effetto della mossa. L’associazione NFU calcola che due terzi delle aziende agricole saranno colpite dalla tassa, rispetto a una stima iniziale del 27%, che comunque sarebbe una fattoria su 3.

Il Milione del Signor Bonaventura

Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura


Negli anni ’20, in Italia, c’era un famoso fumetto: quello del Signor Bonaventura, un uomo alto e vestito di rosso che sventolava un assegno da Un Milione (di vecchie Lire). A quell’epoca era una cifra enorme. E’ lo stesso che pensano i Laburisti 100 anni dopo, solo che sono fuori strada e di parecchio.

Solo un “banale” trattore costa centinaia di migliaia di Sterline: un nuovo modello prodotto dalla CNH, di quelli a metano (meno inquinanti) e con le tecnologie di precision farming, peraltro costruiti in Gran Bretagna dall’azienda italiana, costa attorno ai 200mila pound. E il trattore è l’equivalente della Panda per l’impiegato che va al lavoro la mattina. Un contadino che ha una fattoria di 1 milione di Sterline non è un ricco, è un poveraccio.

I contadini sono essenziali in ogni società, da quando esiste l’agricoltura e dunque da 15mila anni. Servono perché, banalmente, sfamano tutti, ma agli occhi dei Laburisti, diventati un club di radical chic che vive solo nelle ZTL e fa colazione con l’avocado (che arriva dalla Turchia) perché fa figo. Per la verità, qualcuno che apre gli occhi c’è: per esempio, la baronessa Mallalieu, Lord laburista dal 1991, ha criticato pubblicamente il suo partito di essere diventato troppo “urbano” per capire la tegola che stanno per far cadere sull’agricoltura. Basterà?

A Morte i Padroni? No, i contadini

La sinistra storica dell’80 e quella “operaia” del 900 voleva a morte i ricchi padroni perché che sfruttavano i lavoratori, poveri e disperati. E tra i poveracci, in prima fila, c’erano i contadini. paradosso. Chi ara la terra e munge le mucche è da millenni la classe sociale più vessata, i servi della gleba. E il Socialismo nacque proprio per difendere i proletari (quelli delle città, che lavoravano nelle fabbriche, e quelli che si spaccavano la schiena nei campi).

Ma orma da tempo, la Sinistra ha abbandonato la sua natura: sulla scia del fanatismo verde, l’agricoltura è vista come il male assoluto. Tutti i giorni migliaia di aeroplani vola nei cieli del mondo, bruciando tonnellate di kerosene, le fabbriche della Cina vanno a carbone, ma il problema sono le vacche che fanno i peti e producono Co2.

Dalla Francia, all’Olanda, e oggi alla Gran Bretagna, è partita una pericolosa crociata contro l’agricoltura. Pericolosa perché i contadini sono quelli che sfamano tutti, poveri e ricchi. Senza agricoltura non si vive, ma la bolla delle metropoli vive solo di frutti esotici importati e sushi, come Maria Antonietta di brioche. Mica mangia le patate o il parsnip (la pastinaca, la verdura dei poveri) che crescono nei campi inglesi.

Di fronte a una stangata di costi per ereditare una fattoria (non un castello in Costa Azzurra), 200mila Sterline minimo per continuare a zappare la terra, a molti eredi converrà fare la cosa più semplice: vendere. E a chi venderanno? Difficilmente a un altro privato, già oberato anche lui dalla tassa. Arriveranno grandi gruppi terrieri e agricoli internazionali a prendersi i terreni per le loro coltivazioni industriali. Dal piccolo agricoltore alla multinazionale: è sempre il solito disegno della sinistra globalista, molto affarista e poco “popolare”.

Come smantellare la Brexit

La mannaia che sta per cadere sui contadini inglesi ha il sapore della doppia beffa: molti di loro hanno votato per la Brexit. Sono voluti uscire dalla Ue perché odiavano le politiche agricole comuni, le famose o famigerate PAC. C’è da capirli: chi vorrebbe stare dentro un Soviet che da una parte decide pure la circonferenza delle zucchine e dall’altra si stende tappeti rossi alle peggiori porcherie alimentari, dalla farina di grillo alle carni sintetiche.

Con l’addio alla Unione Europea, pensavano di essersela cavata. E invece no: si ritrovano a fronteggiare lo stesso accanimento dei paesi Ue. La Gran Bretagna ha fatto la Brexit, ma il Governo Laburista si comporta come se fosse la quinta colonna della Ue a Londra.

La Gran Bretagna ha votato per uscire dalla Ue. Ma di fatto ha vinto il “Remain”: il governo inglese sta facendo di tutto per essere uguale a Bruxelles.





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