Gli inglesi vogliono più Brexit: Nigel Farage vince le elezioni locali.
Le Elezioni Amministrative inglesi del 2025 sono una slavina per ReformUK: la nuova creatura di Nigel Farage, l’ideatore e vincitore della Brexit, fa cappotto: conquista centinaia di seggi, vari sindaci e, soprattutto, un parlamentare in più (quello di Runcorn, dove il deputato Laburista locale si era dovuto dimettere per uno scandalo).
Il fallimento dei Laburisti
La Gran Bretagna che nell’estate del 2024 era corsa a votare in massa i Laburisti, tornati al potere dopo 14 anni, in soli 11 mesi sono riusciti a distruggere tutto il consenso che si erano costruiti. Ma era un consenso immeritato, perchè la maggioranza del paese in realtà non era mai stata a favore dei Laburisti, minoranza di voto ma premiati dal sistema maggioritario puro inglese. Ma, soprattutto, era chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato un governo vittima di troppi ideologismo, dannosi per il cittadino medio inglese che vive in provincia: immigrazionismo, cancel culture, tasse e più in generale una visione “punitiva” dell’economia.
Come sempre, le elezioni locali sono locali fino a un certo punto: in UK si vota sempre a maggio per le amministrazioni locali e questo maggio segna in un certo senso la fine “politica” del Governo Starmer, di fatto appena nato: non ci sarà nessuna crisi parlamentare, il partito Laburista arriverà a fine legislatura, perchè il sistema è impostato in modo da garantire la governabilità in ogni caso, ma il segnale è chiaro: gli elettori si sono amaramente pentiti di aver votato un partito ideologizzato fino all’odio verso chi la pensa diversamente e con tratti anti-democratici (come le persecuzioni per i cittadini che esprimono giudizi critici sui social media).
I numeri del voto
Il successo clamoroso, ma non inaspettato, di ReformUK è tutto nei numeri: il partito, fondato da Farage dopo il Brexit Party e di fatto senza una storia alle spalle, passa da 0 a 346 consiglieri locali e in 23 città è il partito di maggioranza. Finora, il conteggio è ancora in corso, Mister Brexit ha vinto il 50% dei seggi che erano in palio: dove ReformUK non ha vinto, è comunque il secondo partito. Tonfo annunciato per il disastroso Labour che scende al 23%, lo stesso livello di Farage.
Più del crollo di Starmer, la vera notizia è però la lenta e continua morte dei Conservatori, mai ripresi dalla batosta di quasi un anno fa. Nonostante i disastri del Governo, che giocano sempre a favore dei partiti di opposizione, i Tory non solo non sono riusciti a guadagnare posizioni, ma hanno addirittura continuato a perdere elettori (da 298 a 129 seggi).
La vittoria di ReformUK, da oggi ufficialmente il partito di opposizione in Gran Bretagna, è tutta demerito dei Tory, che hanno passato la campagna elettorale più ad attaccare Farage che a riconquistare consensi: ormai non sono più il partito dei valori tradizionali, dello Stato minimalista, della sicurezza (law&order). Sono anch’essi vittima del “politicamente corretto”: si auto-censurano, per paura di essere accusati di razzismo. La scelta della donna e immigrata Kemi Badenoch sempre più appare evidente essere stata dettata da criteri “buonisti”: sta portando il partito verso l’implosione.
Altro che rientro, gli inglesi vogliono più Brexit
Mentre in Italia, è tutto uno sbandierare un presunto pentimento degli inglesi per la Brexit e un’altrettanto presunta voglia di ritornare nella UE, il partito Rejoin EU, che ha come missione proprio il rientro nell’Unione Europea, ha totalizzato 0 consiglieri. Tutti i candidati hanno perso anche le 500 Sterline di deposito perché non hanno raggiunto un numero sufficiente di voti.



