L’Italia stende tappeti rossi ai ricchi stranieri, ma non rivuole i suoi emigrati

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La malmessa Francia chiude l’Estate del 2025 con un affondo all’Italia: il Belpaese fa concorrenza fiscale sleale sui Paperoni mondiali, è l’accusa di Parigi. Gli italiani, gran permalosi, se la sono presa da morire, ma in effetti i ricchi stanno facendo rotta sull’Italia: il paese, nel 2025, è diventato il terzo paese al mondo dove i ricchi vanno a vivere, dopo Dubai e Stati Uniti.

Il Primo Ministro Bayrou, che avrebbe problemi più seri di cui occuparsi che delle politiche fiscali italiane, ha però ragione: l’Italia fa concorrenza fiscale sleale. Ma non è una novità, perchè lo fa da quasi dieci 10 anni ormai. E, soprattutto, non è mica l’unica: tutti i paesi occidentali hanno degli incentivi fiscali per attrarre ricconi estere a prendere la residenza. Anzi, l’Italia è arrivata, come sempre, ultima nell’invogliare gli stranieri a trasferirsi nel Belpaese. E tuttavia la questione sollevata dalla Francia ha senso. Ma per un altro motivo: ve lo spiego.

Il Primo Ministro francese, Francois Bayoru, si è scagliato contro l’Italia con l’accusa di “Dumping Fiscale”

Viva Ronaldo

Nel caso dell’Italia, il presunto “Dumping Fiscale” è la cosiddetta Flat Tax, introdotta nel 2016: un cittadino straniero può prendere la residenza in Italia pagando un’imposta tombale e unica di 100.000 Euro (che nel 2024 è stata alzata a 200.000) su qualsiasi reddito. Un miliardario straniero versa all’Agenzia delle Entrate ogni anno 200mila Euro e copre qualsiasi fatturi o guadagni in giro per il mondo: nessun patrimonio verrà mai tassato, né in Italia né altrove. Non verranno tassati nemmeno redditi dei familiari stretti, aggiungendo 25.000 Euro per persona. Su eventuali redditi generati in Italia, dopo il trasferimento, si applicano invece le aliquote ordinarie. E’ un incentivo molto generoso: la tassa a forfait dura 15 anni. Anche qui, però, nulla di nuovo o clamoroso, da far gridare allo scandalo: la durata è stata copiata, pari pari, dal regime fiscale inglese del Res Non Dom (Resident Non Domiciled) quello che ha permesso ai magnati russi di comprarsi mezza Londra e che ora è stato penalizzato di recente dal Governo Laburista di Keir Starmer (con una riduzione a soli 4 anni). Era stata soprannominata Ronaldo Tax perché il campione portoghese Cristiano Ronaldo fu il più famoso utilizzatore quando si trasferì in Italia per giocare con la Juventus (e molti dicono che proprio il trattamento fiscale super favorevole fu il motivo che lo spinse); e più di recente è stata usata dal pilota inglese Lewis Hamilton, approdato alla Scuderia Ferrari.

Il giocatore Cristiano Ronaldo beneficìò della Flat Tax italiana quando fu ingaggiato dalla Juventus

Si scrive Francia, ma si legge Gran Bretagna

La polemica tra Italia e Francia, però, chiama in causa un terzo paese, il convitato di pietra: la Gran Bretagna. Per due motivi: una grossa fetta di Paperoni che si arriva da Londra, scappa dalla valanga di tasse e dalla Caccia alle Streghe (milionarie) che il nuovo governo ha lanciato. E poi In Gran Bretagna ci contano 500mila italiani emigrati e il dato demografico si intreccia con il tema del “dumping”.

Questa misura, in diverse declinazioni, esiste anche in altri paesi europei: in Grecia è molto simile, in Spagna dura meno e si tassa al 24% il reddito fino a 600.000€ per 6 anni, in UK il regime è stato ridotto a soli 4 anni (e molti stanno venendo in Italia apposta). Poi c’è il Portogallo che ha attratto per 15 anni lavoratori qualificati stranieri garantendo aliquota al 20% e ha attratto una vagonata di pensionati europei attratti dalle pensioni estere esentasse. La misura poi è stata rivista in senso restrittivo perché sostenevano avesse gonfiato i prezzi degli immobili nelle città. La Francia medesima che solleva la polemica ha un incentivo simile all’Italia, ricorda l’avvocato Alessandro Belluzzo, fondatore dello Studio Belluzzo Lewis Smith.

Mesi fa, lo Studio Maisto e Associati, ritenuti tra i migliori fiscalisti italiani, avevano presentato, proprio a Londra, al Claridge’s Hotel, un studio esclusivo sull’impatto della Ronaldo Tax. I numeri, gli unici disponibili tenendo conto che il MEF non comunica cifre, parlavano di 5mila arrivi (fino al 2024): un numero esiguo, ma che partiva da meno di 100 nel 2017. Lo studio del professor Gugliemo Maisto ha pure disegnato una mappa geografica delle località più gettonate dai paperoni stranieri che decidono di vivere in Italia: sono tutte al Nord, con eccezione di Roma.

Lo scorso 2 Aprile è partito il nuovo regime fiscale UK che ha abolito i generosi incentivi del passato: tutti gli stranieri che vogliono lasciare il paese, lo hanno già fatto o pianificato. La riduzione degli anni di bonus (da 15 a 4) ha fatto scappare non solo chi era a scadenza, non potendo più sperare in un rinnovo, ma anche tutti coloro avevano aderito da poco, spinti verso paesi con incentivi più lunghi. Questo spiega il balzo dell’Italia che però rischia di essere un Una Tantum, perché il 2025 avrà un picco ma poi si andrà a un assestamento. Secondo la Corte dei Conti avrebbero garantito all’Erario malcontati 300 milioni di euro. Meglio di niente, ma nulla di così eclatante.

Pubblicità di uno studio fiscale per il rimpatrio

Paperoni sì, Italiani No

Il problema dell’Italia non è la presunta scorrettezza fiscale verso altri paesi, ma il doppio standard tra stranieri e italiani, la discriminazione delle tasse per i suoi cittadini. Da una parte, Roma vara la Ronaldo Tax (che ha senso ed è simile ad altri paesi); dall’altra ostacola il Rientro dei Cervelli e questo è sbagliato e ingiusto. Mentre il paese stende tappeti rossi ai ricconi mondiali, con una Flat Tax che non fa pagare tasse per 15 anni, fa di tutto per non far rientrare i suoi giovani emigrati: il nuovo regime dei rimpatriati è così misero che ha di fatto azzerato il ritorno dei cervelli scappati all’estero. Ogni anno l’Italia perde migliaia di ragazzi che vanno all’estero, perlopiù in Gran Bretagna, con una perdita di capitale umano e uno spreco di soldi pubblici (per dare istruzione gratuita).

Fino al 2024, c’era un goloso programma per favorire il Rientro dei Cervelli: 10 anni di sgravi fiscali fino al 75% delle tasse. Il sistema funzionava bene, forse troppo, e per questo: due anni fa, il Governo Meloni ha drasticamente tagliato l’incentivo: ridotto a soli 4 anni e sgravio fiscale abbassato al 50%. Risultato? Crollo dei rientri. A queste condizioni, gli emigrati non torneranno mai: l’Italia è, purtroppo, un paese disfunzionale e per far sì che chi è partito, e ha trovato migliori condizioni di lavoro e di carriera, rientri, ci vogliono incentivi generosi.

Preferendo i paperoni stranieri, che magari dopo qualche anno andranno altrove a cercare migliori condizioni, ai propri cittadini, l’Italia dimostra miopia e una visione suicida sul proprio futuro.

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