Il magnate Branson si prende la “rivincita” sulle FS: niente FrecciaRossa sotto la Manica, arriva Virgin
Correva, e trattandosi di treni il verbo è quantomai calzante, l’anno 2019 e l’Italia metteva a segno un colpo sullo scacchiere internazionale: le Ferrovie dello Stato vincevano la gara per i treni da Londra fino a Glasgow. Erano già entrati con un piede, anzi piedino, nel paese con la concessione dei treni pendolari C2C (da Londra a Southend), ma la west coast era una pedina rilevante.
La neonata Avanti (un’alleanza tra Trenitalia UK e la compagnia locale First) avrebbe gestito una delle linee ferroviarie più trafficate e importanti del Regno Unito. E, notizia nella notizia, aveva pure battuto l’inglese Virgin Trains, la compagnia che fino ad allora aveva gestito la tratta, di proprietà del miliardario Richard Branson. Dopo quasi 10 anni, però, Sir Branson si è preso la rivincita: stavolta ha battuto lui Trenitalia.

Ritorna la sfida FS vs Branson
Mentre Avanti si avvia a un inaspettato disarmo statale, si era riproposto il medesimo braccio di ferro tra FS e Virgin, ma a parti invertite. Il Governo inglese di Keir Starmer ha aperto alla concorrenza la TAV Londra-Parigi: a oggi è un monopolio di Eurostar, il treno della compagnia ferroviaria belga Thalys, ma la linea è in grado di sostenere altri operatori mentre nei depositi ferroviari inglesi c’è spazio per ospitare anche altri convogli oltre a quelli di Eurostar. Dal 2030, Eurostar avrà un concorrente tra Londra e Parigi.
Le Ferrovie dello Stato, forti anche di anni di esperienza internazionale, e nello specifico in nel Regno Unito e in Francia, non si erano lasciati scappare l’occasione: si sono presentati con il FrecciaRossa, un successo europeo nell’Alta Velocità, in gara.
Fino a un paio di mesi fa sembrava un obiettivo fattibile per la compagnia di stato italiana, che se la doveva vedere con un solo concorrente, il consorzio Gemini Trains, poco credibile: è una compagnia messa in piedi apposta per la gara, senza nessun treno e ancor meno esperienza (anche se gode dell’ombrello lobbistico di Lord Berkeley). Ma all’improvviso, è arrivato il classico colpo di scena: Virgin Trains è entrata in gara e il baronetto Branson ha avuto la sua “vendetta”.
La gara sull’Alta Velocità ha il sapore del paradosso: le ferrovie in Gran Bretagna sono in corso di ri-nazionalizzazione. Il governo, tramite GBR (una sorta di IRI ferroviaria), si sta riprendendo le concessioni: la Trenitalia medesima dovrà restituire allo Stato la licenza di Avanti, quella stessa vinta battendo Virgin Trains. E dunque il braccio di ferro tra FS e Virgin si è giocato sull’unica tratta ferroviaria ancora privata del paese (e l’unica che sopravviverà alla statalizzazione perché collega due nazioni diverse).

Il nuovo affondo di Sir Branson
L’ingresso nella gara di Virgin Trains che di fatto è stata riesumata dalla tomba visto che dopo la sconfitta del 2019 era scomparsa, è stato il fattore destabilizzante della gara. Il FrecciaRossa, forte di anni di esperienza e successi internazionali, partiva da favorito, ma Virgin, conglomerata partita dalla musica (lanciando icone come i Sex Pistols, Mike Oldfield e Boy George) e poi arrivata fino ai razzi spaziali, alle palestre, alle banche e alle compagnie aeree (Virgin Atlantic ha chiuso un anno record con ricavi oltre 3 miliardi e un utile di 20 milioni rispetto al buco di 140 milioni del 2023). Spesso le avventure di Branson si sono rivelate dei flop (come il progetto di un hyperloop e la divisione videogiochi), ma lui rimane pur sempre uno dei maggiori imprenditori del paese e il nazionalismo britannico potrebbe prevalere.
Da più di 5 anni Virgin Trains non fa viaggiare un treno, e questo giocava contro, ma il funambolico Branson ha tirato fuori il classico coniglio dal cilindro, la cosa che in 50 anni di attività, gli è sempre riuscita meglio: ha promesso un collegamento Manchester-Parigi e ha annunciato di aver ordinato dei nuovi treni: 12 convogli Avelia Stream costruiti dalla Alstom.

Onore delle armi, FS aveva giocato due carte pesante sul tavolo: il debutto in Gran Bretagna dei nuovi FrecciaRossa 1000 e, soprattutto, una mossa che piace molto al governo Starmer, la riapertura della stazione di Ashford International. Dal 1998 al 2020, fino al Covid, i treni veloci Eurostar fermavano anche ad Ashford, nel Kent, per far salire passeggeri del sud-est dell’Inghilterra diretti a Parigi. Dopo la pandemia, con il collasso dei trasporti e della clientela d’affari, tutta su Zoom, la stazione, già prima di allora non proprio un successo, fu chiusa e mai più riaperta. Ora però il mercato della TAV è cambiato, il traffico è aumentato nei fine settimana e calato nei giorni feriali, e quella stazione potrebbe avere un senso. Ce l’ha sicuramente per Starmer, il cui consenso è in caduta libera: la riapertura di Ashford avrebbe fatto recuperare voti in tutto il Kent e sarebbe stata anche una mossa di “economia circolare”, per riutilizzare infrastrutture esistenti.
L’ufficio dell’ORR, l’autorità inglese dei trasporti, la mattina del 30 Ottobre, ha annunciato il futiìuro concorrente di Eurostar sotto la Manica: ha vinto Virgin Trains.
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