ITA dice addio a Heathrow dopo 60 anni, ma gli conviene (e più voli su Londra)

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La nuova ITA Airways, o vecchia Alitalia, lascia e raddoppia su Londra. La compagnia di bandiera, fallita e risorta, promessa sposa di Lufthansa, si prepara a un rimescolamento delle rotte sulla capitale britannica, la destinazione più importante di tutta Europa. Niente più voli sull’aeroporto di Heathrow, rimane solo lo scalo London City, ma con molti piu collegamenti e pure il debutto del primo volo d’affari Roma-Londra.

Addio a Giulio Cesare

Quando negli Anni ’50,  subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Inghilterra decise che Londra necessitava di un nuovo aeroporto, fu scelta una zona lontana dalla città, a ovest, nei pressi del Tamigi dalle parti di Windsor. All’epoca era aperta campagna, a 20 chilometri dal centro di Londra. Nella zona di Heath Row (poi unificato) c’era un piccolo campo di volo militare che era stato usato proprio durante la guerra. Era perfetto per essere allargato e il Ministero della Difesa lo cedette volentieri a uso civile.


Quando le prime ruspe cominciarono a scavare, si imbatterono in resti di antichissime capanne e travi di legno. Nessuno si aspettava di riportare alla luce resti archeologici in una zona così lontana dalla città. Gli studiosi ipotizzarono che fosse l’accampamento di Giulio Cesare. Il grande condottiero romano fece un’incursione sull’isola di fronte alla Gallia, chiamata dai Latini Britannia, attorno al 40 avanti Cristo; incontrò (o si scontrò) con delle tribù locali di Celti e poi se ne tornò indietro sul continente. Duemila anni dopo, sul presunto accampamento di Cesare (studi più approfonditi hanno rivelato che in realtà è un insediamento dell’Eta’ del Ferro, precedente ai romani), atterrano e partono ogni anno circa 60 milioni di persone. Alitalia fu tra le prime compagnie straniere a volare sul nuovo aeroporto londinese di Heathrow: era il 1959 e da allora è stata una presenza fissa. Il prossimo 30 marzo, però, il volo AZ 207, un Airbus A320 Neo, sarà l’ultimo a partire dall’ “Aeroporto di Giulio Cesare“. Da quel giorno la compagnia di bandiera lascera’ principale scalo di Londra. Compensera’ la perdita, con nuovi voli da Gatwick e un ampliamento di rotte dalla City.

Ma quanti bei slot Madama Dorè

Heathrow è l’aeroporto più trafficato d’Europa, uno scalo davvero globale e collegato benissimo con il centro di Londra (due linee di metropolitana, tra cui la nuova Elizabeth Line, e un treno veloce). Tutte le compagnie di bandiera internazionali vogliono volare da li: gli slot, i preziosi diritti di decollo e atterraggio, sono così ambiti che vanno all’asta e le linee aeree sono disposte a pagarli a peso d’oro. Abbandonare lo scalo pare un harakiri, un suicidio industriale ed economico, ma per ITA è invece una mossa sensata. Atterrare e decollare da Heathrow era diventato per ITA Airways un bagno di sangue. Da tempo, infatti, gli storici slot di Alitalia acquistati nel lontano 1959, non erano più suoi, ma di Etihad, la compagnia emiratina che li aveva comprati, o forse “scippati”, da Alitalia anni prima.
La vicenda, assurda e tipica del masochismo italico, era stata denunciata dal Sole 24 Ore.

Una mossa strategica (e al risparmio)

Dunque fino a oggi ITA ha volato su Heathrow prima pagando un “affitto” enorme a Etihad per gli slot, che poi l’anno scorso ha restituito alla compagnia araba perché troppo costosi; e poi riducendo a un solo volo quotidiano su Milano e Roma, dopo aver comprato (o affittato) altri spazi. Uscendo del tutto da Heathrow, ITA risparmierà ancora di più, ma non perderà la sua presenza sulla città. La clientela più commerciale viene dirottata su Gatwick, dove gli spazi costano di meno.
Sul piccolo, ma strategico, scalo di London City, invece, gli slot sono sempre rimasti di proprietà: con il debutto del Roma  e con aumento di collegamenti con Milano Linate, ITA si posizionerà sulla fascia di mercato più alta, quella degli uomini d’affari che prediligono volare su Canary Wharf.

Tirando le somme di tutto questo riassetto, ITA aumenta l’offerta di voli su una destinazione dove c’è sempre domanda e riduce la spesa per gli slot, due mosse che dovrebbero andare a beneficio dei margini. E Dio sa quanto ITA abbia bisogno di rimettere in sesto i conti.

London Calling? No, Berlino Calling

ITA ha bisogno di fare margini perché da sola non riesce a stare in piedi: anche la nuova compagnia, più piccola, nata dopo che il Governo Draghi ha staccato la spina all’Alitalia, continua a perdere soldi, come la vecchia azienda, nonostante le compagnie aeree, dopo il Covid, stiano vivendo un momento d’oro. Dopo numerosi e falliti fidanzamenti, ITA ha trovato ora uno sposo in Lufthansa. Ma il cammino sull’altare è accidentato: la Commissione Europea sta mettendo molti paletti. Alcuni hanno senso, le due compagnie hanno infatti varie sovrapposizioni di rotte (e su questo fronte, la tentata unione con l’americana Delta sarebbe stata molto più complementare). Altri sembrano solo pretesti per far saltare il matrimonio, che non piace per niente ad Air France. E la Francia a Bruxelles pesa molto.

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