Sorpresa Brexit: la Gran Bretagna esporta di più in Italia e compra meno “Made in Italy”

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Le notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate” disse una volta lo scrittore Mark Twain e la frase è diventata famosa. Un secolo dopo, la frase si adatta alla perfezione per la Bran Bretagna. Dopo la Brexit, tutti davano per morto il paese. Ma nel 2023 il (molto) presunto fallito Regno Unito ha venduto molti più prodotti all’Italia dell’anno prima: quasi 10 miliardi di Sterline (circa 11,5 miliardi di Euro), perlopiù automobili. Non male per un paese sull’orlo della bancarotta.

Narrazione vs Realtà

La narrazione vuole che fuori dalla Ue ci siano solo disperazione e fame, che non possa esistere vita al di fuori del mercato unico e della moneta unica. Il motivo è fin troppo semplice: Bruxelles ha paura che altri paesi seguano esempio di Londra. Ma poi la narrazione si scontra con la realtà. E i fatti sono testardi nel fotografare una Gran Bretagna che, seppure non brilli (come peraltro nessun paese europeo dove anzi la Germania è un disastro), è soprattutto lontana anni luce dallo sfacelo che le EuroPrefiche per anni hanno auspicato.

Peraltro l’Italia è un grosso esportatore di prodotti nazionali oltre la Manica. E tutto dovrebbe fare tranne che sparare a zero sul Regno Unito, non foss’altro che per un minimo di interesse nazionale. Gli ultimi numeri a smentire, ancora una volta, l’apocalisse della Brexit sono quelli sui commerci trai due paesi. I consumi sono una delle voci più significative per capire l’economia reale, come davvero va un paese.

Import&Export

L’interscambio tra Italia e Regno Unito, pubblicato dalla sede di Londra di ITA-ICE, l’agenzia commerciale del governo, nel 2023 è stato di 32 miliardi di Sterline. È il sesto mercato internazionale e il Belpaese fa la parte del leone: 23 miliardi di Sterline di prodotti venduti agli inglesi, che a loro volta hanno aumentato a 9,9 miliardi le esportazioni verso l’Italia. L’esatto contrario di un paese al collasso. Il 2023 ha visto l’interscambio commerciale tra Roma e Londra subire una battuta d’arresto: c’e stato un calo dell’1,7 per cento. È stata Italia a vendere di meno, per colpa della chimica (che ha subito un tracollo del 30% nelle esportazioni), ha rivelato il desk di Londra, guidato da Giovanni Sacchi.
Tuttavia, nonostante il calo, la Gran Bretagna rimane uno dei più accaniti compratori di Made in Italy: alimentare, spinto dal continuo e crescente successo della cucina italiana, e i macchinari sono le voci principali, con rialzi del 30% circa. L’Italia è l’ottavo paese al mondo da cui il Regno Unito acquista prodotti.

Perfida o benedetta Albione?

Per un paese, come l’Italia, che non ha materie prime ma ha la seconda industria manifatturiera d’Europa, la bilancia commerciale è da sempre in passivo (con l’unica eccezione del 2023, dove Italia ha registrato un avanzo di 34 miliardi di euro) : petrolio e gas, per fare andare le fabbriche, costano. Londra è invece una mosca bianca che porta benefici. Pur con un po’ meno esportazioni e un po’ più importazioni, Italia ha un saldo positivo della bilancia commerciale con l’antica provincia Britannia: 12 miliardi. Altro che “Perfida Albione”, magari tutti i paesi fossero così perfidi.

P.s. Mentre pubblico questo articolo, la giornalista Carlotta Scozzari di Repubblica fa un piccolo “scoop”: dopo aver chiuso i rubinetti della Russia, come “protesta” per la guerra in Ucraina, Italia ha bussato alla porta del Regno Unito, per rifornirsi di gas. Si scopre che gli inglesi sono i secondi fornitori di metano, dopo la Norvegia. Altro che Brexit, Londra scalda le case degli italiani e tiene accese le fabbriche.

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