I prati di Londra sono ormai come Palermo, e gli ambientalisti zitti. Il clima è solo ideologia

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A Londra, il 9 Luglio del 2026, il termometro ha segnato 34 gradi. E’ la terza ondata di calore in 45 giorni, la prima è arrivata già a fine maggio. Non solo è un caldo anormale, ma non piove da un mese (se non per alcuni temporali isolati) e dallo scorso Aprile ha piovuto pochissimo. I prati sono bruciati e ingialliti da settimane e la siccità attanaglia il paese.

Per anni, gli ambientalisti e tutta la corte mediatica hanno (anche giustamente) lanciato allarmi sulle estati sempre più calde, in un crescendo di terrore. Quest’anno, tutti zitti. Il Cambiamento Climatico è vero, ma se ne parla solo quando fa comodo all’agenda di chi decide le priorità e le notizie. Il Clima è diventato ideologia, al servizio di una narrazione.

Clima e Statistica

Un’estate più secca o piovosa di altre, possono capitare, anzi sono la normalità, perché la Natura non segue una regolarità matematica. Ma quando l’anomalia diventa la normalità di ogni anno, allora forse c’è un problema. Nelle ultime sette estati passate a Londra, ho ricordo di almeno sei con bolle di caldo estremo. Le heatwave, le ondate di calore, con temperature a 30 gradi e oltre (nel 2002 per la prima volta nella storia si toccarono i 40 gradi). Da quando esistono le rilevazioni meteorologiche, a Londra d’estate al massimo si è sempre arrivati a 25-27 gradi. Le rare ondate di caldo africano duravano al massimo pochi giorni. Ora le temperature sono molto più alte e, soprattutto, durano per settimane. La velocità di questo cambiamento è impressionante e preoccupa: non ci vogliono gli scienziati per capire che c’è uno sconvolgimento climatico senza precedenti, dannoso e pericoloso.

Il Climate Change? Basta guardare i prati

Per secoli, l’erba a Londra è sempre stata verde, anche in estate. I prati non ingiallivano mai Che poi lo siano a giugno, come in Italia a fine agosto, è la più lampante dimostrazione del disastro ambientale. Dalla notte dei tempi le estati, qui, sono umide e fresche. Perché almeno una volta ogni 10 giorni, anche al culmine del caldo, un temporale arriva sempre. E invece, ora di piogge nemmeno l’ombra, un sole che spacca le pietre e troppo caldo.

Anni fa, un mio amico mi disse una cosa che mi colpì per la sua precisione, parlando dei bellissimi giardini inglesi: “A Londra, il tempo fa da giardiniere”. Era vero: piovendo spesso, prati, alberi e aiuole sono sempre di quell’incantevole verde smeraldo. Oggi, invece, a Londra i prati sono bruciati: la zona del Kent, quella a sud-est di Londra e la più vicina all’Europa si sta desertificando, tanto che hanno iniziato a coltivare le viti e produrre vino bianco, cosa impensabile quando nel 54 dopo Cristo l’Imperatore Claudio conquistò la Provincia Britannia.

Non esiste l’Aria Condizionata

A Londra, nessuno ha in casa l’aria condizionata. I vecchi edifici, con le loro severe facciate Vittoriane o post-belliche, non lo consentono. Ma soprattutto i condizionatori non ci sono perché non servono. Non sono mai serviti. Come se a Siracusa ci volessero termosifoni in primavera o autunno. Impensabile. Peraltro, il cielo perennemente grigio ha fatto sì che, nei secoli, si siano costruite case delle finestre enormi, senza scuri, per immagazzinare più luce possibile. Con il termometro da giorni fisso sopra i 25 gradi e il sole a spiombo, le case inglese diventano delle serre. In queste notti, si fa fatica a dormire e spesso ci si sveglia sudati, dormendo solo con i boxer e una maglietta. In passato, anche d’estate si teneva una copertina sul letto perché di notte era comunque fresco.

Vietato Innaffiare

Climate Change” è un inglesismo fin troppo neutro per descrivere l’improvvisa (perchè avvenuta in appena 15 anni) catastrofe climatica. Ma gli effetti toccano già la vita quotidiana delle persone. Tre estati fa il sempre più secco e torrido Kent aveva dovuto lanciare il divieto di innaffiare e usare i tubi di gomma da giardino. Che per un inglese è come vietare a un italiano la tazzina di caffè.

https://twitter.com/sewateruk/status/1669649766458839042

L’anno prima era stato emanato, per la prima volta in assoluto nella storia del paese, a fine agosto. Nel 2023, già a meta giugno. Scene da Pantelleria, dove l’acqua però scarseggia da millenni, non da paese noto per i suoi prati verdi e per l’abbondanza di acqua.

Bolla Africana sul Mare del Nord

Dalla fine di Maggio, dopo un inverno eccessivamente piovoso e una primavera troppo fredda, un altrettanto anomalo vortice di alta pressione, troppo caldo e troppo asciutto per queste latitudini, si è piazzato sul Mare del Nord. Nello stesso periodo, nell’Italia del Nord ha piovuto per settimane, per poi passare al gran caldo e il Monte Cervino trasformato in una cascata dove dovrebbe esserci il ghiaccio. Non servono grandi esperti per capire quello che i nostri nonni contadini, abituati a osservare la terra (mentre noi osserviamo ormai solo uno schermo, tutto il giorno), avrebbero subito intuito: stanno scomparendo le stagioni, sostituite da lunghissimi periodi di caldo e siccità, alternati a periodi di intense piogge, che causano alluvioni. In mezzo, inverni senza freddo e senza neve.

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