Il Regno Unito è la tana del Covid? No, è solo un “paese normale”
Il Regno Unito è il regno del Covid? A leggere la stampa e le televisioni italiane sembra che il paese noto come Gran Bretagna sia l’inferno del virus. I contagi sono saliti a 55mila e un giorno (nel senso di un solo giorno) ci sono stati 200 morti per Covid.
Pure mia mamma, che in Inghilterra non ha mai messo piede in vita sua, mi chiama al telefono e, con tono tra il sardonico e il preoccupato mi dice: “Siete messi male lassù“. Il “lassù” è appunto Londra e il sottinteso della frase è “Mica come qui in Italia che invece stiamo benissimo”.
Un Paese Normale
Non c’è verso di farle capire come nessuno qui sia preoccupato, che non si vede nessuna emergenza, che è più preoccupata lei di me. Tv e giornali dipingono un paese soverchiato dalla pandemia.
In Uk ieri è stato registrato il numero più alto di nuovi positivi dal 20 luglio scorso https://t.co/xP5Ov7f9rn pic.twitter.com/nKfEQRGYfT
— Sky tg24 (@SkyTG24) October 15, 2021
Chi ci vive, invece, nemmeno se ne accorge di questa supposta emergenza. Londra è una città in pieno boom: la gente è tornata alla vita di prima, con in più la frenesia di chi è stato “imprigionato” per mesi. I locali sono tutti pieni, dai musei ai ristoranti, dai grandi magazzini ai cinema. Si fa tutto liberamente, senza mascherine o dover esibire certificati e vaccinazioni. Molto semplicemente, il Regno Unito è un “Un Paese Normale”, come recitava il titolo di un vecchio libro di Massimo D’Alema: l’ex premier se lo augurava per il futuro dell’Italia, ma la profezia non pare si sia avverata.
Eppure a sentire i media italiani, la situazione in UK sarebbe così drammatica che il Governo starebbe pensando addirittura a un “Piano B” per l’inverno. Posto che ogni inverno arriva un nuovo virus influenzale, che si sovrappone al vecchio, in questo caso il Covid, rendendo indistinguibile di fatto le ondate, sempre dai media italiani, si scopre che il piano per la terribile pandemia è poco più una ipotesi tra le tante riportata dal solo quotidiano Observer, autorevole testata che però è anche nota per essere molto schierata, apertamente anti-governativa.
Il “Freedom Day”
Era la mattina del 19 luglio scorso quando l’Inghilterra ha annunciato il “Freedom Day”, il giorno della ritrovata libertà. Il Covid era tecnicamente non più letale: i vaccini avevano raggiunto il 90% della popolazione. Tana liberi tutti: andate e spendete, divertitevi e vivete la vita. Nessuna limitazione, nessun obbligo, nessun divieto. Sono rimasti alcuni accorgimenti, come l’obbligo della mascherina sui mezzi pubblici (ma nessuno fa la caccia all’untore a chi non la indossa). Non esiste alcun obbligo di GreenPass: solo in Galles è richiesto, per eventi molto affollati al chiuso, come discoteche e concerti.
In UK, giornali e TV hanno smesso da settimane di mettere in apertura i dati dei contagi. In Italia, da quasi due anni, è uno stillicidio quotidiano di numerini, regione per regione, che vengono minuziosamente annunciati. E’ un elenco burocratico e inutile che non aiuta a capire il fenomeno, ma crea solo una continua paura nelle persone.
Cinismo o Pragmatismo?
Nel fine settimana di Frieze, la grande fiera-kermesse dell’arte contemporanea a Londra, i visitatori italiani si riconoscevano lontano un miglio in giro per la città perché erano gli unici a indossare una mascherina. Qualcuno si è lasciato scappare un commento del tipo: “Mi ero dimenticato che esisteva un mondo senza mascherina”. Ma la maggioranza, invece, la pensa come Claudio Plazzotta, giornalista di Italia Oggi: gli inglesi siano un popolo di ottusi deficienti.
Alcune considerazioni:
1) In UK il 90% delle persone è vaccinato. Dunque il Covid è declassato a poco più di influenza stagionale. Nel momento in cui esiste un vaccino per un virus, il numero di contagi è irrilevante.
2) In un paese che ha aperto tutto senza limitazioni e divieti da luglio, è normale che dopo 3 mesi, e con l’arrivo dell’autunno, i contagi aumentino.
3) In un paese ad alta percentuale di vaccinati, contano i ricoveri e le terapie intensive, non i contagi (vedi sopra). E al momento non si registrano picchi di ricoveri o ospedali in difficoltà.
4) Quando la quasi totalità della popolazione è vaccinata, l’immunità di gregge non è cinismo, ma sano pragmatismo.
Convivere col Virus
I “Contagi Zero” non esistono, sono un mito, un concetto puramente scientifico. Così come non esiste il 100% di vaccinati. Le sacche di minoranza, le frange di gente che non si allinea, esistono per ogni fenomeno e sono fisiologiche. Invece di lanciare una crociata contro la minoranza dei NoVax, per inseguire un dogma irrealizzabile, tipico dei paesi ideologizzati, il Regno Unito ha semplicemente deciso che non si può fermare economia per sempre, altrimenti i danni (sociali, economici e politici) sono ben peggiori, né si possono imporre obblighi a una sparuta minoranza. E’ dunque tempo di convivere col virus: ci vorranno anni prima il CoronaVirus sarà completamente debellato. Non si può tenere in eterno un paese in quarantena o sotto restrizioni. Né si può vivere con la fobia continua dei contagi. Il buon senso di un governo pragmatico.
E’ la stampa, bellezza
Il Covid nel Regno Unito è la continuazione della Brexit sotto altra forma. Il paese sconta una “narrazione” apocalittica perché ha osato dire addio alla Ue. Avete fatto caso che dal 2016, anno del fatidico referendum, a oggi, ogni notizia che arriva dalla Gran Bretagna è solo negativa e quando ci sono successi (vedi la campagna vaccinale record, o il rimbalzo dell’economia) viene passata in sordina o addirittura cancellata? Il teorema, semplice, è far credere alla gente che non possa esistere vita fuori della Ue. “Non avrai altro Dio all’infuori di me”: a leggere certi ortodossi fanatici dell’Unione Europea, non siamo molto lontani dal primo comandamento.
Esaurito il tema Brexit, perché la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea, e dunque non si può polemizzare col passato, la narrazione si è spostata sul Covid. L’Italia è omologata e canta all’unisono la stessa Versione di Barney: il Regno Unito è il peggior paese d’Europa nella gestione della pandemia. Come dice un importante banchiere italiano a Londra, il cui nome però non si può scrivere in questo blog: “Alla Gran Bretagna devono fargliela pagare”.
Italiani cavie in laboratorio?
Più passa il tempo e più si fa strada la sensazione che il Covid sia ormai solo ideologia e politica. Per molti Governi è una manna dal cielo: niente opposizione, tutti “Zitti e Buoni” per dirla coi Maneskin.
Italia è unico paese al mondo dove serve il GreenPass (ma poi perché tutti sti inglesismi?) per entrare nel posto di lavoro. Se ne sono accorti anche all’estero: il Washington Post, il giornale ora di proprietà del magante Jeff Bezos, e bandiera del giornalismo indipendente e “progressista” scrive che l’Italia è il paese più “severo” al mondo, un laboratorio dove i cittadini vengono testati su quanta libertà sono disposti a rinunciare in nome del Covid.

Queste notizie, però, in Italia passano in sordina. Meglio distrarre la popolazione con l’allarme dei contagi nel Regno Unito. La prossima volta che mia mamma telefona, preoccupata, le dirò di andarsi a leggere il Washington Post.



