A Londra per Pasqua? Arriva la stangata sulla London Eye e Madame Tussaud’s

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Quando la London Eye fu inaugurata, nel Duemila, la polemica infuriò fortissima: la ruota panoramica, enorme e iper-moderma installazione, nel cuore di Londra, di fronte al Big Ben, il simbolo della città, e al Parlamento di Westminster, sembrava davvero troppo pure per una città che fa dell’innovazione e dello slancio verso il futuro la sua forza.

L’ “Occhio” – così grande che non ha normali cabine ma delle capsule ovali chiuse che ospitano fino a 25 persone (ma se volete un po’ di privacy si possono anche prenotare per eventi privati, il più gettonato sono le proposte di matrimonio a 135 metri di altezza) – era la grande opera pubblica di Londra per celebrare il Nuovo Millennio, assieme alla sala eventi-concerti a Greenwich, il Millennium Dome, oggi chiamata O2 Arena (ah, il potere degli sponsor: O2 è la TIM inglese).

Venticinque anni dopo (o quasi), la London Eye è ormai una parte integrante del paesaggio, un monumento imprescindibile della città. Ma, soprattutto, una delle attrazioni principali per i turisti, imitata poi in giro il mondo dove ora è tutto un pullulare di ruote panoramiche. Oggi, il problema della Ruota non è più urbanistico, ma di visitatori: non ce ne sono abbastanza, sono ancora molti meno rispetto a prima del Covid. La soluzione che hanno escogitato è geniale: alzare il prezzo del biglietto (già caro peraltro). E’ la vecchia regola del marketing: ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare di più. La conseguenza immediata, intanto, è una mini-stangata per le migliaia di italiani in arrivo a Londra per le vacanze di Pasqua. Per una famiglia, il costo di farsi un giro sulla ruota può arrivare a costare fino a 200 Euro. Lo stesso per altre attrazioni, come Madame Tussaud’s, il famosissimo museo delle cere; o il parco Legoland a Windsor, altra meta amata dai bambini.

La famiglia reale inglese esposta al Museo delle Cere, Madame Tussaud’s

Piange il “Mago Merlino”

Per capire il motivo del caro-biglietti di Londra bisogna addentrarsi nella finanza: la London Eye è di proprietà di una grande società inglese che si chiama Merlin Entertainment (il riferimento è al Mago Merlino della leggenda di Re Artù). Merlin è una multinazionale quotata alla Borsa di Londra e praticamente gestisce tutte le più famose attrazioni di Londra e in giro per il mondo: è padrona anche di Gardaland, il parco divertimenti più famoso d’Italia, che ha comprato anni fa dal fondo Investindustrial, di proprietà del finanziere milanese Andrea Bonomi, ma anch’egli con sede a Londra. A sua volta, Merlin è controllata dal colosso americano Blackstone: è un altro fondo di investimento, come Investindustrial, anzi molto di più perché è il fondo finanziario per eccellenza perché è il più grande al mondo con 1.000 miliardi di Dollari di capitali in gestione e 12.500 immobili. Fondato negli anni del Presidente Reagan da Stephen Schwarzmann, oggi uno degli uomini più ricchi e potenti d’America, controlla 230 aziende in giro per il mondo: in Italia, per esempio, è tra gli azionisti di Autostrade per l’Italia (venduta dalla famiglia Benetton dopo la tragedia del Ponte Morandi) ed ha avuto anche Versace (poi rivenduta a Michael Kors).

Tra tanti nomi di peso di pregio, il Mago Merlino, però, nel 2023 non ha regalato grandi gioie al suo azionista: la società della Ruota di Londra e di Gardaland, nonostante abbia strombazzato ricavi record a 2 miliardi di Sterline, di fatto ha chiuso l’anno in forte perdita: 214 milioni di Sterline (e prima degli interessi, quindi il rosso effettivo è ancor più pesante) e con un numero di visitatori sotto il livello medio del passato.

E allora ha dovuto correre ai ripari, con una ricetta vecchia quanto il commercio: scaricare il costo sui clienti.

Tutti i parchi divertimenti e attrazioni di Merlin

Arriva la stangata sui biglietti (già cari)

Mascherando la mossa con la fumosa e un po’ astrusa espressione di “gestione dinamica dei prezzi”, Merlin ha di fatto aumentato, e di molto, il costo dei biglietti (e non solo a Londra, ma per tutte le sue principali 20 attrazioni nel mondo, Gardaland inclusa). E’ una trovata che è nata dalle compagnie aeree anni fa: il prezzo del biglietto di ingresso non è fisso tutto l’anno, ma cambia in base al calendario e all’affluenza. “Un Martedì di pioggia non può costare come una Domenica di sole, in un parco divertimenti” si sono giustificati da Merlin.

In teoria, il principio ha senso: in giorni più “richiesti” o pregiati si paga di più. Ma in pratica è un rincaro ingiusto: al di là del fatto che il meteo non è (ancora) al comando delle multinazionale, quindi ci può anche essere una Domenica di pioggia e un Martedì di sole, di fatto la nuova regola dei “prezzi dinamici” finisce per penalizzare la maggior parte dei clienti, perché di solito una famiglia porta i figli sulla Ruota o a Legoland nei fine settimana e non di Mercoledì.

La stangata è già in atto: una visita sul sito della Ruota, per esempio informa che il 28 Marzo 204, Giovedì Santo della settimana di Pasqua, il biglietto base, la General Admission, costa 33 Sterline. Che già non è poco: sono quasi 40 Euro. Una famiglia di 3 persone paga circa 100 sterline: non ci sono biglietti cumulativi e pagano anche i bambini dai 2 anni in su (un po meno). Se la medesima famiglia volesse andare la Domenica di Pasqua il conto diventa salatissimo costa: 45 Sterline gli adulti e “solo” 40 i bambini. Fanno 130 Sterline (circa 150 Euro) a famiglia, per un giro di mezz’ora con vista panoramica: sono 4 Sterline a minuto. Che diventano subito 200 Euro se non si vuole fare la fila, costo maggiorato, o si compra la foto souvenir o una bibita.

E’ la regola del mondo della finanza: si spreme il consumatore, per fare profitti. D’altronde, se vuoi la Ruota, bene effimero, paghi quanto decide il padrone.

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