L’Italia fa harakiri sul turismo: rinuncia agli inglesi, che vanno altrove in Europa

Toscana
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Il volo che la mattina del 23 luglio è decollato dall’aeroporto di Stansted, piena campagna inglese, diretto a Perugia, in Umbria, ha sorpreso molti dei viaggiatori a bordo. L’aereo giallo-blu della RyanAir era quasi pieno: tanti turisti inglesi che andavano in vacanza in Italia. La sorpresa nasceva dal fatto che arrivati in Italia, tutti avrebbero dovuto auto-isolarsi per 5 giorni. Solo che questi turisti avevano perso case in affitto tra le colline umbre e toscane, casolari con piscina, isolati tra i campi e i boschi. Facile così dover “sopportare” una quarantena. Non si deve rinunciare alla vacanza.

Le apparenze, però, ingannano. Non tutti sono stati così fortunati da potersi isolare in una casa. Chiunque avesse prenotato in un agriturismo, in un albergo, in un resort, avrebbe dovuto chiudersi in camera e bruciarsi i primi 5 giorni di ferie, in un paese, come l’Inghilterra, dove la gente ha diritto ha 2 settimane di ferie in estate. Quel volo RyanAir pieno è stata un’eccezione. La maggior parte dei turisti inglesi quest’anno ha snobbato l’Italia, per evitare un’incomprensibile quarantena.

Dopo un anno e mezzo di desolazione, gli aeroporti inglesi sono tornati a riempirsi questa estate. Non ci sono già le folle oceaniche, ma il turismo è ripartito. Peccato che non sia partito per l’Italia, ma abbia scelto altri paesi, Portogallo in testa.

Campioni di auto sabotaggio

Con una decisione a dir poco lunare, a luglio, mentre stava per decollare la stagione estiva, l’Italia ha deciso di non togliere la quarantena ma di mantenere fino al 31 Agosto l’obbligo di 5 giorni di isolamento per chi arriva dal Regno Unito.

Storicamente, l’Italia non è mai stata in cima alle preferenze dei turisti inglesi: le masse, il turismo commerciale britannico, i giovani, hanno sempre preferito la Spagna, con Mallorca e le Canarie, dove ubriacarsi e dare il peggio di loro stessi, a torso nudo nei pub di San Antonio e nelle maxi-discoteche di Magaluf. Il turismo inglese però ha anche una fetta, minoritaria ma pesante, di turismo alto e intellettuale che rifugge la “caciara” delle spiagge per rifugiarsi nelle case coloniche di Toscana e Umbria. L’esempio più famoso è quello della popstar Sting, che decenni fa ha comprato una villa, La Palagina, nel Chianti, sulle colline di San Giovanni Valdarno. O il Principe Carlo, grande fan delle colline toscane che ama dipingere nei suoi quadri.

Il turista inglese di fascia alta è appetibile: è una persona che ama viaggiare e, appena può, se ne scappa al sole del Mediterraneo, non potendone godere a casa sua. Porta, inoltre, alle economie dei paesi europei Sterline, pregiata valuta straniera che aumenta il circolante di denaro. E neppure bada a spese: la Bank of England ha calcolato che durante il Covid, gli inglesi hanno risparmiato 190 miliardi di sterline. E’ un mega-tesoretto che si è accumulato per mancanza di occasioni di spesa. Se c’è dunque un turista perfetto (voglia di viaggiare, alta disponibilità di spesa) è quello inglese, ma l’Italia ha deciso che non lo vuole.

La beffa del Duty Free

Oltre al danno, c’è anche la beffa. Con il turista inglese, l’Italia rinuncia anche a un extra-gettito, quello dei Duty Free. Effetto della Brexit, chi risiede in Gran Bretagna è diventato un cittadino extra-comunitario e dunque gode del rimborso dell’Iva sugli acquisti che fa. Per l’economia italiana, che molto vive di shopping del lusso, un’ulteriore spinta. Global Blue, il principale operatore al mondo di Tax Free, ha stimato in 2,6 miliardi di euro di consumi il potenziale extra introito per lo shopping degli inglesi. Ma senza turisti inglesi, niente Duty Free. E così l’Italia dice di No anche un’altra fetta di incassi, che vanno invece ad arricchire gli altri paesi europei.

Il Belpaese si conferma campione mondiale di auto-sabotggio. Come si dà la zappa sui piedi l’Italia, nessun altro paese al mondo. Roba da 11esima medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo, se ci fosse la disciplina sportiva. 

La Variante Delta

La motivazione ufficiale del Ministro della Salute, Roberto Speranza, è proteggere l’Italia dalla Variante Delta del Covid che nel Regno Unito è molto diffusa. E’ però una spiegazione che non sta in piedi: altri paesi Ue, come la Francia, non hanno la quarantena per chi arriva da Inghilterra. E dentro i confini Ue, gli spostamenti ora sono liberi. Dunque una persona inglese può spostarsi in Francia e da lì passare in Italia. Il pericolo contagi ci sarebbe lo stesso. Chi arriva da Inghilterra in Italia fare 2 test Covid, uno prima di partire e uno all’arrivo. A meno che non si contagi durante il volo, in un’ora e mezza, cosa improbabile, perché un turista con tampone negativo deve auto-isolarsi?

Nessun motivo logico si riesce a cogliere dietro la decisione suicida, soltanto italiana, di rinunciare al turismo inglese, se non quella, puramente ideologica e puerile, di fare un dispetto alla Gran Bretagna. Un dispetto, però, che assomiglia alla barzelletta dove il marito per fare un dispetto alla moglie si castra.

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