Le Notti Magiche dell’Italia sono a Londra: dal calcio al tennis, il paese scrive la storia

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La sera del 6 luglio 2021, il cielo sopra Wembley, il tempio mondiale del calcio, era grigio ma almeno la pioggia ha smesso di scendere. E’ stata una giornata autunnale: il termometro segna 14 gradi e scrosci di pioggia, anche violenti, hanno accompagnato l’attesa per la Semifinale di Euro2020 tra Italia e Spagna. La battuta che gli stessi inglesi fanno sul clima della loro piovosa isola dice che la differenza tra estate e inverno è che d’estate la gente gira in pantaloncini e ciabatte.

Difficile immaginare uno scenario più lontano dalla torride notti estive italiane. Ma per i 700mila expat (o emigrati a seconda delle preferenze) ufficiosi che vivono nel Regno Unito (ma forse sono anche un milione), e soprattutto per i 20mila fortunati che hanno trovato un biglietto, la bigia estate londinese ricorda il delizioso tepore notturno di Italia ’90: dopo 30 anni gli italiani rivivono le Notti Magiche del 1990. La nazionale incanta, e riunisce il paese. Per chi vive all’estero è ancora di più il calore di casa e patriottismo.

Azzurri in formato Premier League

L’abbraccio festoso sull’erba di Wembley tra il ct Roberto Mancini e Gianluca Vialli, i due “Gemelli del Gol”, ex compagni nella Sampdoria dei miracoli del 1991, quella dell’unico scudetto della storia, ha fatto il giro del mondo. E’ una specie di destino che si incrocia, sempre a Wembley, anni dopo la maledetta finale di Coppa Campioni del 1992, persa dalla Samp di Mancini e Vialli. Il prestigioso quotidiano Times di Londra ha dedicato una paginata ai due calciatori, entrambi con una carriera di successo in Premier League dopo la Serie A. In Inghilterra Mancini e Vialli sono due idoli, rispettati e venerati.

Davanti a 20mila tifosi (tra cui la giovane promessa del tennis Lorenzo Sonego) si gioca una partita sofferta. Prima subìta, poi il vantaggio insperato grazie allo juventino Federico Chiesa, e poi di nuovo la disperazione del pareggio. Infine, la terribile e crudele roulette dei rigori. Grazie al brasiliano Jorginho, campione d’Europa del Chelsea naturalizzato italiano, gli Azzurri volano in Finale. A Wembley incontreranno, come da pronostico, l’Inghilterra: è la quintessenza del calcio.

In attesa della quarta finale degli Europei, di cui una sola vinta (nel 1968) e due perse (nel 2000 e 2012), anche un giocatore di peso come Yaya Tourè, stella del Manchester City, si inginocchia al monumetale Ct. Su Twitter elogia il suo allenatore ai tempi di Manchester.

L’erba di Londra è sempre più verde

Non ci sono solo le Notti Magiche dentro al Tempio mondiale del calcio. Ci sono anche le Mattine Magiche del tennis: 20 chilometri a sud di Wembley, sempre a Londra ovest, l’Italia della racchetta festeggia il miglior anno di sempre. Nel 1877 alcuni gentlemen vestiti in giacca e pantaloni, in mezzo alle campagne fuori Londra, si dilettano a giocare uno sport sconosciuto. Usano racchette e palline che rimbalzano a terra. Il gioco si chiama tennis ed è nata Wimbledon.

Si gioca sull’erba, perché i dintorni della città sono un’immensa distesa di prati. Più che un vezzo, l’erba è una necessità: quei prati sono campi da tennis a costo zero. Nell’edizione del 2021, dopo che per la prima volta in 150 anni, Wimbledon è stata annullata in tempo di pace, l’Italia è arrivata con 10 giocatori selezionati: non era mai successo prima. Molti sono stati eliminati subito, ma ci sono sati momenti importanti: il giovane Lorenzo Sonego che sfida a testa alta il Re Roger Federer: perde, ma a testa alta.

Matteo Berrettini, l’italiano che sembra un inglese

I rigorosi e impostati cronisti della BBC, voce ufficiale di Wimbledon, sono rimasti stupiti davanti a Matteo Berrettini: è un italiano atipico. Non riescono a capacitarsi che il tennista tricolore non urli, non faccia sceneggiate o i classici gesti da italiano. E’ il primo sportivo che smonta il luogo comune dell’Italia caciarona e indisciplinata. Concentrato, calmo e focalizzato sul suo obiettivo: Berrettini sembra un britannico. E invece è il nuovo astro nascente del tennis italiano, che dai tempo di Adriano Panatta attende un nuovo messia. E forse l’ha trovato: il 2021 è l’anno del 25enne tennista romano.

Ai primi di giugno ha vinto il Queen’s Club, il torneo di Londra città che fa da anteprima e vetrina a Wimbledon: è il primo italiano della storia ad alzare il prestigioso trofeo che si gioca letteralmente tra le case di Kensington. Due settimane dopo, sul prato verde dell’AELTC, a Richmond, Berrettini è approdato alla Semifinale di Wimbledon: un altro traguardo impensabile. Solo un altro italiano c’era riuscito nella storia del tennis: Nicola Pietrangeli nel 1960. Berrettini ha aggiornato un record che attendeva di essere bissato da 61 anni. I bookmaker inglesi pronosticano una finale tra Berrettini e Novak Djokovic: l’ultima partita di Wimbledon sarà domenica mattina. Chissà se il tennista arriverà così lontano, dove nessun italiano si è spinto: intanto supera Federer nella classifica mondiale. Domenica sera, invece, a Wembley, gli Azzurri proveranno a prendersi quel trofeo che manca dal 1968 (e che invece l’Inghilterra non ha mai vinto).

In ventiquattr’ore, domenica 11 luglio 2021, si scrive un pezzo di storia (sportiva) d’Italia.

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