Effetti collaterali (ma buoni) da Brexit: meno “nero” degli italiani all’anagrafe

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Tutti a parlare male della Brexit, ma poi si scopre che qualche vantaggio lo porta. Per esempio, gli italiani, popolo che mal sopporta le regole, si iscrivono sempre di più all’anagrafe estera: in migliaia stanno emergendo dal sommerso della residenza.

Cos’è l’AIRE e come funziona

Ogni italiano che va a vivere all’estero è tenuto a registrarsi all’AIRE. E’ un elenco degli italiani che vivono all’estero e serve per attestare la residenza in uno stato straniero. Iscriversi non è obbligatorio, ma serve per mantenere diritti fondamentali, come per esempio il voto. Un italiano che vive all’estero, se non si iscrive all’AIRE (qui il link per registrarsi), non può votare nel paese dove si trova (e dovrebbe tornare in Italia ogni volta).

Corsa a mettersi in regola

Prima della Brexit, c’erano 350mila italiani censiti ufficialmente nel Regno Unito, ma si stima che il numero ufficiale sia il doppio, circa 700mila. Tantissimi italiani, con il paese dentro la Ue, non hanno mai pensato di iscriversi al registro ufficiale, scomparendo dalle statistiche ufficiali: i motivi sono sconosciuti, visto che non c’è alcun costo per AIRE e anzi è un supporto per gli espatriati, ma sono gli stessi per cui in autostrada c’è sempre la cosa al casello dove si paga in contanti e quelli con carte e telepass sono sempre vuoti: un misto di diffidenza e presunta furbizia.

Oggi, però, gli italiani ufficiali nel paese sono saliti a quasi 450mila. Dopo il lungo addio (durato 6 anni di polemiche e ostacoli) della Gran Bretagna alla Ue, c’è stata una costa a mettersi in regola. Non tutte le Brexit vengono per nuocere.

Italia ritorna a Manchester

Piccolo passo indietro: l’11 Luglio 2022, un pezzo di Farnesina è volato fino a Manchester. Nello storico The Chancery (la Cancelleria), palazzo triangolare che ricorda il Flatiron di New York, Alla presenza dell’ambasciatore Raffaele Trombetta, dei consoli generali Marco Villani e Matteo Corradini, il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha inaugurato il nuovo consolato generale d’Italia di Manchester. In quell’occasione sono stati ufficializzati i nuovi dati sulle presenze italiane nel Regno Unito: nei primi sei mesi del 2022, si sono registrati 11mila italiani in più in Inghilterra e Galles (esclusa Scozia e Irlanda del Nord). E’ un rialzo del 2,5%, considerato notevole.

L’Ambasciatore Trombetta, il sottosegretario Della Vedova e il Console Corradini tagliano il nastro inaugurale a Manchester

Se si allarga lo sguardo al 2021, risulta addirittura che nel paese ci sono altri 20mila italiani in più con un incremento del 5% che è tantissimo come popolazione.

Non sono, però, nuovi italiani che sono emigrati Oltremanica, non c’è un fuggi fuggi da Italia, anche perché dopo la Brexit è molto più difficile andare a vivere in Gran Bretagna (serve visto per vivere e passaporto anche solo per entrare come turista). Sono, per la maggior parte, “regolarizzazioni”: migliaia di italiani, che magari sono da anni nel paese, hanno deciso finalmente di registrarsi e così compaiono nelle statistiche ufficiali: è un travaso dal nero alla “legalità”.

Ritorno nelle Midlands

Quella di Manchester non è una inaugurazione in senso stretto, quanto un ritorno. L’Italia, anni fa, aveva già un consolato nella città delle Midlands, patria mondiale del calcio: fu poi chiuso per motivi di budget.

La ri-apertura del consolato è manna dal cielo: è un grosso aiuto per i connazionali e velocizza le operazioni di visti per gli stranieri, entrambi oggi costretti a farsi una gita fino a Londra. “E’ una bella sede, ristrutturata, in posizione accessibile” ha esordito Della Vedova. Al di là della logistica e dell’estetica Il nuovo “ufficio” italiano nel Regno Unito servirà 110mila connazionali: sarà una circoscrizione consolare ampia. Sgraverà soprattutto Londra, oggi un consolato sotto forte pressione. Fuori dagli uffici londinesi di Farringdon, vicino alla stazione di Blackfriars, c’è ogni giorno la fila per ore e ore. “Il Regno Unito continua a essere un paese di emigrazione molto apprezzato per gli italiani” ha notato il numero due del Ministero degli Esteri, e questo comporta una mole di lavoro enorme per il consolato. Con il raddoppio di Manchester, grazie anche a nuove assunzioni al Ministero degli Esteri, tutto sarà più veloce.

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