Un (ex) Ferrari a bordo della Aston Martin
Per salvare la Aston Martin, gloriosa fabbrica di auto esclusive in declino, ci vorrebbe James Bond, la spia al servizio di Sua Maestà che guida solo le lussuose vetture britanniche, equipaggiate con dotazioni speciali. Ma in assenza di agenti segreti con licenza di uccidere, frutto della fantasia di Ian Fleming, la casa automobilistica inglese si affida all’ex numero uno della Ferrari.
Felisa sbarca in Inghilterra
L’italiano Amedeo Felisa è stato chiamato nel consiglio di amministrazione della Aston Martin. Laureato al Politecnico di Milano, Felisa è stato l’amministratore delegato della Ferrari dal 2008 al 2016. Per la “Rossa”, era l’epoca del compianto Sergio Marchionne, ritenuto il miglior manager italiano più apprezzato di sempre, senza dubbio il salvatore della Fiat.
Felisa è prepotentemente rientrato nel mondo dell’industria automobilistica. Pochi mesi prima di salire a bordo del marchio inglese, è stato chiamato anche in Silk-Faw, l’inedita alleanza cinese-americana per sviluppare una supercar elettrica. In Silf-Faw, nata su spinta del finanziere americano Jonathan Krane, Felisa sarà consulente speciale del presidente: la futuristica nuova auto Hongqi S9 Hypercar sarà prodotta tra la Cina e la Motor Valley dell’Emilia Romagna.
Aston e l’Italia
Un filo rosso lega Aston Martin e l’Italia. Per anni la proprietà della casa automobilistica è stata di Investindustrial, il fondo del finanziere milanese Andrea Bonomi. Ma l’investimento non è stato fortunato: Bonomi, che ha quotato l’azienda al London Stock Exchange, ha venduto l’anno scorso e al capezzale è arrivato Lawrence Stroll, il magnate canadese della Formula Uno. Il nuovo proprietario ha un ambizioso piano di rilancio: portare Aston Martin nel GP e risanare i conti di un marchio appassito.
Parte del rilancio passa dal nuovo modello DBX, il primo Suv della Aston Martin: prezzi da 158mila sterline. E parte del rilancio di Stroll, noto collezionista di Ferrari d’epoca, passa anche da un rimescolamento dei manager: oltre a Felisa, che porta l’esperienza di Ferrari e delle auto di lusso, Stroll ha chiamato Madame Nathalie Massenet, la fondatrice di Net-A-Porter, la Amazon del lusso che ha comprato l’italiana Yoox.


