Vigna e la Luce di Londra: “L’innovazione non è mai democratica”

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Mai il lancio di una nuova automobile ha creato polemiche e dibattito, in tutto il mondo, come la Ferrari Luce, la prima vettura totalmente elettrica uscita dagli stabilimenti di Maranello.

Pure un “grande vecchio” dell’Italia, ed ex dirigente Ferrari, come Luca Cordero di Montezemolo ha esibito, senza filtri, il suo disappunto, con uno sprezzante giudizio: “Tolgano il simbolo del Cavallino Rampante da quell’auto”.

Quello che a molti italiani sfugge e’ che quella futuristica auto, che poco assomiglia a una Ferrari tradizionale, non e’ pensata ne’ per le folle indignate di “plebei” che si sono scatenati sui social media, perché nessuno di loro si potrebbe permettere un bolide che ha un prezzo di 500mila Euro. Ma nemmeno e’ pensata per persone come Montezemolo, che pure se la potrebbe permettere, perche’ fa parte di una generazione diversa e del passato.

Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari

Auto o Lusso?

Qualche settimana fa, prima del lancio della luce, l’Ambasciata d’Italia a Londra, fresca del nuovo diplomatico Fabio Cassese, ha ospitato Benedetto Vigna.

Il Numero Uno di Ferrari si e’ aperto in un discorso molto schietto e diretto, forse perché era all’estero e perché l’evento era a porte chiuse, solo su invito.

Piccadilly Duomo era presente e vi ripropone le dichiarazioni di Vigna, che fanno impallidire i commenti da caminetto di tanti improvvisati esperti. Il pilastro concettuale della Ferrari, che sfugge a tutti, e’ che la casa modenese non e’ un produttore di auto ma un marchio del lusso. E “nel lusso serve compromesso tra passato, eredita’, e futuro. bisogna posizionarsi nel mezzo”.

La Ferrari, dunque, “non puo’ rimanere ancorata al passato, ma deve portare avanti l’innovazione”. Ma siccome l’azienda si chiama comunque Ferrari e non Apple, “non possiamo nemmeno essere troppo nel futuro, sennò diventiamo una tech company”.

Fiat Lux

Più che delle dichiarazioni a una platea, sono delle dichiarazioni programmatiche e, con il mare di inutili polemiche scoppiate, suonano quasi profetiche: “La Ferrari Luce è na combinazione di storia e  innovazione: abbiamo messo insieme entrambe le dimensioni”.

Se sia la nuova auto sarà un disastro, come tutti in questi giorni strepitano, o un successo, non lo decideranno né Facebook né Instagram, ma i clienti. E Vigna smonta anche un altro pregiudizio: “E’ sbagliata l’idea che il cliente Ferrari sia uno sborone che voglia mettersi in mostra: sono persone che si divertono a guidare. E sono perlopiù imprenditori e self made man. Loro sono i più forti guardiani del marchio”. Un’analisi che si riduce a una chiosa efficace: “La Ferrari non ha clienti, ha dei fan”.Se Luce piacerà a loro, non ci sarà critica che tenga.

Enzo Ferrari, il fondatore della casa automobilistica

Distruggere la Ferrari

Ovviamente, costruire un auto elettrica a Maranello è già di per sé rivoluzionario: “Una Ferrari elettrica distrugge l’idea di Ferrari” ha detto un Vigna conscio del terremoto che sta causando. Ma nemmeno troppo, alla fin fine: “L’elettrificazione è una sfida, ma Enzo affrontò sfide ben peggiori”.

C’è una verità filosofica e politica dietro l’eresia della Ferrari Luce: “L’innovazione non è mai democratica”. A prima vista, è un’affermazione che può sembrare classista e snob, ma e’ molto vera: la Ferrari Luce non è un auto democratica, non è per il popolo ma per una ristretta cerchia, per quell’1% di super ricchi al mondo.

D’altronde, è sempre stato cosi: la prima automobile della storia era un privilegio,, il primo iMac costava cifre folli all’epoca.

Il lusso e’ per pochi. Con buona pace di tutti gli altri che non se lo possono permettere: la Volpe e l’Uva è una favola vecchia di duemila anni, ma sempre attuale.

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