Beffa inglese per Leonardo: vince gli elicotteri ma i Laburisti annullano tutto?

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Tre anni fa, al salone DSEI di Londra, la più grande fiera di armamenti al mondo, nel padiglione, tutto rosso, di Leonardo, l’azienda di Stato della difesa, svettava il prototipo di un maestoso elicottero militare: era l’AW149 della Agusta Westland. Non era mai stato visto prima ma Ia Gran Bretagna, guidata allora da Boris Johnson, aveva in programma di cambiare la flotta dei suoi elicotteri. La RAF, l’aeronautica militare inglese, usa ancora come velivoli di appoggio, ossia i “muletti” dell’aviazione, degli obsolescenti Puma che sono dei ferrivecchi volanti.

Il modello a grandezza naturale che faceva bella mostra dentro alla fiera era un modo per convincere il Ministero della Difesa e i tanti papaveroni dell’esercito cha ogni anno affollano il DSEI, delle qualità dell’elicottero anglo-italiano: lo stesso Alessandro Profumo, all’epoca il numero uno di Leonardo, era volato a Londra per spiegare in prima persona l’importanza del progetto, dove l’azienda italiana ha finora spesato 1 miliardo di euro di investimenti.

Prototipo dell’elicottero AW149 al Salone DSEI di Londra

Una gara senza più rivali

In effetti, poco tempo dopo, il MoD britannico ha indetto una gara per rinnovare gli elicotteri militari di utilizzo comune della RAF: non si tratta di apparecchi da guerra super-tecnologici, come il famoso Apache americano, ma di elicotteri di servizio, indispensabili perché sono le “utilitarie” dell’aviazione. Leonardo spera che il governo scelga il suo AW149 perché è un velivolo “sovranista”: sarà costruito negli stabilimenti inglesi di Leonardo, nel Somerset, dove il 60% dei fornitori, a regime, sarà britannico. All’avvio della gara, per la fornitura di circa 40 elicotteri e un valore di 1 miliardo di Sterline, si sono presentati in tre: oltre a Leonardo, gli americani di Sikorsky, specializzati in elicotteri, e il consorzio civile franco-tedesco Airbus (che nel corso della gara si è poi stranamente alleata con la rivale Boeing).

La verità, tuttavia, è che, fin dall’inizio gli italiani sono stati il candidato favorito: gli AW149 sono, a detta di tutti gli esperti, tra i più avanzati dal punto vista militare. Nello stabilimento di Yeovil è già allestita una linea produttiva che può essere “accesa” subito in caso di vittoria, per ridurre i tempi di consegna, altro fattore cruciale a favore di Leonardo. A cascata, significa anche manodopera e fornitori locali: una manna per l’economia del paese. E’ stato calcolato che ogni sterlina spesa sul progetto mette in moto un indotto di 2,4 sterline. Per il governo inglese la gara è un “No Brainer”: gli elicotteri andrebbero assegnati a Leonardo. Per il gruppo italiano, il valore va oltre la singola commessa Uk. Sulla scia del prestigio della British Army, vetrina mondiale degli armamenti, Leonardo stima di poter vendere 500 elicotteri in giro per il mondo

Il nuovo Premier Keir Starmer

Vittoria di Pirro?

Dopo anni di attesa, per Leonardo arriva un’ottima notizia, che però sa tanto di beffa: Sikorsky e Airbus-Boeing si sono sfilati. L’elicottero AW149 è unico rimasto in tra e due è di fatto il vincitore, senza che si arrivi nemmeno a una gara. Ma ecco la beffa: l’intera asta potrebbe essere annullata dal nuovo governo Laburista.

La gara per i nuovi elicotteri è in corso mentre il Regno Unito è impegnato come primo fornitore di armamenti all’Ucraina, e proprio mentre il conflitto tra Mosca e Kiev rende ancora più urgente che la Gran Bretagna si confermi come la Force de Frappè in un’Europa fragile e senza un suo esercito. Ma i Laburisti, tornati al potere dopo 17 anni, sventolano la bandiera del pacifismo (e più ancora della bandiera hanno milioni di elettori tra la sinistra pacifista) e dunque non vedono di buon occhio spendere soldi pubblici per gli armamenti. Appena insediati, copiando il Governo Berlusconi del 2001, i Laburisti sono subito in tv a denunciare un presunto “buco” da 22 miliardi nei conti pubblici che andrà colmato a suon di nuove tasse e tagli. E infatti, contestualmente, hanno annunciato una spending review, una revisione di tutte le spese, a partire da quelle militari, per compiacere l’elettorato.

La grande fabbrica di Leonardo a Yeovil, nel Somerset

Ecco che una commessa militare con un solo concorrente, se da un lato avvantaggia l’offerente, in questo caso Leonardo, in quanto assegnatario unico in ogni caso, dall’altro offre anche un pretesto al governo per annullarla: una gara deve avere formalmente almeno due partecipanti, e garantire un minimo di rilanci (al ribasso, per risparmiare). Chissà che il premier Keir Starmer per allagare e riaptin daccapo.

Al governo “rosso” farebbe comodo, politicamente e bilancisticamente, portare nella Manovra Finanziaria del prossimo 30 Ottobre un risparmio da 1 miliardo di Sterline. Ma l’ideologia applicata alla Difesa rischia di essere un clamoroso autogol: perché anche i futuri elicotteri AW149 che Leonardo venderà ad altri paesi, uscirebbero dalla fabbrica inglese: posti di lavoro e indotto per l’anemico Pil del Regno Unito, ben oltre i soldi pubblici che sarebbero spesi.

I danni del Pacifismo

La pace piace a tutti, ma il pacifismo ideologizzato è dannoso agli interessi nazionali di qualsiasi nazione, in questo caso del Regno Unito. Se Londra, come ha fatto dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, vuole essere una pedina fondamentale nello scacchiere della geopolitica, che piaccia o no passa da una forte Difesa, in Europa, nella Nato e e nelI’IndoPacifico (vedi il programma Aukus), il paese ha bisogno di disporre di una forza militare all’avanguardia. Nel suo piccolo, Leonardo rischia la classica Vittoria di Pirro: è un’espressione che gli ingles non conoscono. ll condottiero Pirro vinse nell’immediato contro Roma, ma la sua vittoria costò così tanto che si trasformò in una sconfitta. Nel caso degli elicotteri inglesi, però, il vero sconfitto di un’eventuale rinuncia alla commessa non sarebbe tanto Leonardo, ma la stessa Gran Bretagna, indebolita sul piano militare-strategico e su quello economico interno.

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