Italia riapre a le porte a Uk. Ma è il solito “pasticciaccio” che spaventa i turisti

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Il paese della DolceVita, del buon cibo, del sole e del mare, dei più grandi artisti del mondo e dei borghi incantevoli a riapre le sue porte al Regno Unito. Dopo due anni di restrizioni e “isolamento”, si può finalmente viaggiare dalla Gran Bretagna all’ltalia liberamente, a patto di essere vaccinati: basterà solo compilare il Modulo di Localizzazione (Locator Form). Porte aperte anche ai Novax: in questo caso oltre al Modulo, servirà un tampone (o un Green Pass di guarigione).

Visto l’amore dei britannici per il buon vino e la cucina Italia, l’ammirazione per la cultura del Belpaese, con il Principe Carlo primo ammiratore, c’è da aspettarsi un’invasione dei grigi britannici nella assolate contrade italiche, dopo lunga assenza.

Turisti al Colosseo

Ma come sempre quando c’è di mezzo L’Italia è semplice e lineare. E anche le buone intenzioni finiscono per sere complicano (vedi alla voce Bonus110) e tutto finisce in un ginepraio di regole mal scritte e “buchi”. L’annuncio del ministro Roberto Speranza ha fatto innalzare urla di giubilo tra i media, che peccano sempre di frettolosa compiacenza. Dalla teoria alla pratica, però, ci sono in mezzo tante incognite, tanti punti oscuri non risolti. Che lasciano gli eventuali turisti in mezzo ai dubbi e alle incertezze. Il problema principale è il Green Pass italiano. Una famiglia inglese con un figlio adolescente, rischia di vedersi respinta a metà alla frontiera. Ecco perchè.

Vedi Napoli e poi stai fermo

Gli inglesi non sono più cittadini del mercato unico europeo. Dal 1 gennaio 2021, per effetto della Brexit, sono diventati degli extracomunitari rispetto alla Ue. Lo stesso vale per gli italiani che risiedono nel Regno Unito. Di qui il blocco in vigore fino a ora, con test, restrizioni e persino auto-isolamenti per chi viaggiava. Ma il problema principale è la diversa gestione della pandemia tra i due paesi. Nel Regno Unito, non c’è mai stato alcun vincolo legato al vaccino: dal lavoro, allo sport, tutti hanno potuto fare tutto. Il Green Pass, che qui si chiama solo certificato di vaccinazione, esiste ma serviva solo per grandi eventi o luoghi affollati chiusi. Fine. La terza dose non è mai stata obbligatoria, come le prime due, a differenza dell’Italia. Le prime due dosi hanno coperto il 90% della popolazione (il restante 10% sono una minoranza di Novax che nessuno perseguita e a cui nessuno rimprovera nulla). Un viaggiatore inglese con due dosi è pienamente in regola per il governo inglese. Può viaggiare in Italia. Ma rischia di rimanere poi bloccato in casa o in albergo. Ancor peggio il caso di un Novax: con un semplice tampone negativo può ora arrivare in Italia. E poi? Che succede? In Italia Silenzio totale del provvedimento. Il che lascia presupporre che valgono le regole attuali. Un Novax estero in Italia di fatto non potrebbe fare quasi nulla, sarebbe ridotto a uno zombie. Il problema non investe solo il turista, ma anche i 700mila italiani che vivono nel Regno Unito: rischiano di rimanere bloccati quando tornano a casa.

Italia aperta? Sì, No, Forse

D’inverno, gli inglesi prendono d’assalto le Alpi. Nel loro paese non ci sono montagne degne di questo nome (il monte più alto ) e si scia solo in piccolissima parte in Scozia. Meglio mettersi su un aereo e partire per Torino o Milano: da lì in minivan verso la Val d’Aosta o la Valtellina.

All’aeroporto di Linate la mattina del 25 gennaio, dal volo British Airways partito da Londra sono scesi un gruppo di turisti inglesi con gli sci in spalla. Andavano a farsi una vacanza sulla neve. Dal 1 febbraio non possono più andare sulle piste, a meno che non abbiano tre dosi. Perché, per insondabili motivi, il Green Pass rafforzato in Italia serve anche in alta montagna, oltre che in mille altri posti. Le assurde regole italiane hanno stupito gli inglesi stessi, che prendono in giro l’Italia.

Bambini nel limbo

C’è poi il problema dei bambini e dei minorenni. Il decreto si limita a dire, genericamente, che “sotto i 6 anni di età, non è necessario il tampone”. E che succede a tutti gli altri? Quali regole si applicano ai giovani tra gli 8 e i 18 anni?Non si sa. E’ un nodo cruciale: in Uk non c’è obbligo di vaccino per i ragazzi sotto i 18 anni. In Italia il Green Pass serve anche per gli adolescenti.

Una famiglia, inglese o anche solo italiana che torna al proprio paese per visitare i parenti, con un ragazzo di 10 anni non potrà tecnicamente entrare in Italia, visto che la maggior parte dei ragazzi che vivono in Uk non sono vaccinati. Che succede alla frontiera? I genitori entrano e il figlio rimane alla frontiera oppure dovrà auto-isolarsi? Il decreto, nei suoi infiniti e labirintici rimandi alle decine di provvedimenti precedenti, non lo spiega.

Il masochismo dell’Italia, che continua a darsi la zappa sui piedi, non passa inosservato.

Di fronte all’incertezza e in ogni caso a informazioni confuse e difficili da reperire, il cittadino medio britannico, noto per il suo pragmatismo al limite del cinismo, semplicemente deciderà di non andare in Italia. O desidera così tanto di mangiarsi una granita al caffè con brioche da Savia a Catania; o smania per un caffè espresso con sfogliatella al Gambrinus di Napoli da sottoporsi pure a una terza vaccinazione e al Super Green Pass. O altrimenti non si capisce perché debba scegliere l’Italia quando può andare a Parigi o a Ibiza con molto meno sbattimento.

Le promesse del Governo

Il Governo Draghi ha promesso un graduale ritorno alla normalità, dal 1 aprile quando finirà finalmente lo Stato di Emergenza, anomalia tutta italiana: nessun paese europeo ha avuto due anni di democrazia sospesa per decreto. E’ un primo passo, ma fino a quando la selva di inutili restrizioni, a partire dalla schiavitù del Green Pass, non saranno completamente rimossa, un gelato a Positano, difficilmente gli inglesi cal.

Già la scorsa estate, con una tarda apertura solo ad agosto, l’Italia si era giocata buona parte del turismo inglese. Errare è umano, ma perseverare è diabolico.

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