Vacchi vince, Pasquale perde: scoppia un’altra guerra in casa Colacem
La famiglia Colaiacovo di Gubbio è ormai come una saga di Netflix: l’ultima puntata vede la vittoria di Gianluca Vacchi, una sconfitta delle sorelle Paola e Francesca, che passano però al contrattacco con una nuova guerra contro l’ex alleato Giuseppe. Sullo sfondo, poi, si profila addirittura una faida interna in un ,ces ae alla faida decenanle tai avri rami, che non sembra essersi placata, nemmeno dopo la clamorosa uscita dal colosso Colacem di Giuseppe Colaiacovo: è stato per oltre un decennio, a torto o a ragione, il perno della discordia familiare, accusato di tenere l’azienda bloccata.
Il dissequestro
L’estate era culminata con un ennesimo scontro legale tra i vari rami della famiglia: quello di Pasquale, il più anziano dei 4 fratelli fondatori (di cui due scomparsi negli anni della pandemia), detentore di un 25% della cassaforte Financo ma vistosi escluso dal grande riassetto del gruppo, aveva sferrato un attacco contro Vacchi, la celebrità influencer che è diventato l’ago della bilancia all’interno della dinastia umbra. Con un provvedimento d’urgenza del Tribunale aveva ottenuto il sequestro di 150 milioni di Euro incassati da Eques, il veicolo finanziario di Vacchi. Ma, è questa la notizia recente, il giudice ha dato ragione a Vacchi, respingendo la richiesta.

Il congelamento seguiva lo storico accordo di primavera dentro Financo, la società della famiglia umbra (divisa equamente in quattro quote), che controlla l’impero del cemento di Colacem, terzo produttore italiano e multinazionale con stabilimenti dalla Tunisia a Santo Domingo. Giuseppe aveva ricevuto un’offerta da Vacchi per rilevare il suo 25%, dopo che un paio di anni prima il medesimo Vacchi, tramite appunto Eques e una cordata di imprenditori (tra cui il Re del Lusso Brunello Cucinelli e la famiglia bolognese Seragnoli), lo aveva sostenuto finanziariamente con un prestito di circa 110 milioni a favore di FC GOLD, la cassaforte del ramo familiare di Giuseppe.
L’affondo inaspettato era un terremoto per la famiglia Colaiacovo, originaria dell’Abruzzo e arrivata a Gubbio nei primi del ‘900 sotto l’egida della matriarca Carmela, e ha avuto come effetto di sbloccare l’empasse familiare: gli altri due rami, quello del Cavalier Carlo, l’attuale dominus dell’azienda, e dello scomparso Giovanni sono usciti allo scoperto, scavalcando Vacchi. Facendo leva su un Diritto di Prelazione, hanno liquidato loro il “rivale” Giuseppe pagando 450 milioni. Quella cifra monstre, che di fatto valorizza l’intera Colacem più di 1,5 miliardi di Euro, sembrava dovesse mettere fine a una lotta intestina decennale tra i Colaiacovo. Ma così non è stato.
L’idraulica finanziaria
Giuseppe è inizialmente uscito come il vincitore della partita, pur dovendo dire addio all’azienda di famiglia e a un ruolo in un grande gruppo industriale italiano. Aveva messo in qualche modo all’angolo i rami rivali, costringendolo a pagargli un prezzo che mai sarebbero stati disposti a riconoscere. Ma quei 400 milioni non sono stati incassati da Giuseppe sic et simpliciter. Una buona parte è andata a rimborsare il soccorso finanziario di Vacchi. Da qui, appunto, il sequestro preventivo chiesto da Paola e Francesca, figlie di Pasquale: facendo leva su un patto di co-vendita che Giuseppe non avrebbe rispettato, reclamano una parte di quella somma. Ma il Tribunale di Milano ha ritenuto che la vendita di Giuseppe e l’accordo con Eques siano corretti.
Peraltro, come rivelato dal quotidiano online Passaggi Magazine (qui l’articolo di Gabriella Mecucci), il giudice non ha trovato liquidità dentro le casse della FC GOLD. Incassata la batosta legale, il ramo “perdente” (nel senso che non ha incassato nulla e si ritrova senza poteri né rappresentanza dentro la Colacem ora in mano al Cavaliere e ai nipoti Ubaldo e Maria Carmela) è però partito con un altro contrattacco: l’assenza di denaro dentro la cassaforte di Giuseppe è stata il casus belli per presentare un’istanza di fallimento per la FC GOLD che peraltro ha portato anni fa i libri in Tribunale, sommersa da 150 milioni di debiti.

Colaiacovo in Africa
Giuseppe è uscito e ora si dedica a un futuro da imprenditore in proprio: di recente ha sondato banche d’affari a Londra per investire in un cementificio in Africa. La scelta non è casuale: il continente ha grandi prospettive di crescita per il futuro ma soprattutto è stato per anni il presidente di CAT, società in Tunisia della Colacem, e dunque vanta una conoscenza del mercato. Nonostante il suo addio, però, continua ancora a essere al centro della saga familiare e il futuro assetto del gruppo Colacem dipende ancora da lui, per via degli accordi legali con le cugine.
La vittoria di Giuseppe contro le cugine è soprattutto una vittoria di Luca Poggi: il super commercialista di Bologna, che da anni assiste Vacchi, è stata l’eminenza grigia dietro il riassetto del gruppo. Finora, infatti, Carlo e Ubaldo, dopo aver preso il controllo dell’azienda, ritrovandosi come innocui soci di minoranza le cugine Paola e Francesca, hanno fatto da spettatori alla nuova guerra fratricida in seno alla famiglia. Ma lo scontro legale in realtà chiama in causa anche loro: per poter estromettere Giuseppe hanno dovuto pareggiare l’offerta di Vacchi, da 450 milioni, e indebitarsi per raggiungere quella cifra. Tra chi li ha finanziati c’è stato il medesimo Vacchi, per 70 milioni: tecnicamente si chiama Vendor Loan, chi deve incassare un credito finanzia il debitore/compratore. E’ ancora un’altra architettura finanziaria uscita fuori dal cilindro di Poggi.

Ora, la richiesta di fallimento da parte di Paola e Francesca potrebbe essere liquidata come l’ennesima scaramuccia legale destinata a finire in una bolla di sapone, visto che l’accordo ingegnato da Poggi ha già dimostrato di essere blindato ai ricorsi in Tribunale. Su uno scenario di fallimento, si inserisce un nuovo fronte di guerra per Giuseppe, finora rimasto più defilato e non pericoloso: la FC GOLD non è infatti una società personale di Giuseppe, ma è divisa, come la Financo, a sua volta in quattro quote, tra sorelle e la madre, la signora Orietta. Finora quel fronte è stato sempre compatto, con la sorella Daniela e la madre a fianco di Giuseppe. Ma da qualche tempo, scalpita la sorella minore Laura, titolare di un 25% alla pari di Giuseppe, che in passato ha contestato la gestione della FC GOLD da parte del fratello maggiore.
Il nuovo affondo di Paola e Francesca potrebbe dunque rinfocolare vecchi dissidi familiari anche all’interno del ramo di Giuseppe, a sua volta in guerra con il ramo di Pasquale.
Carlo Colaiacovo, Colacem, Francesca Colaiacovo, Gianluca Vacchi, Giuseppe Colaiacovo, Luca Poggi



